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lunedì 12 gennaio 2009

Recensione de "I Paesi delle ombre" di Oreste Mottola


di Maria Laura Pirone, Il Salernitano

Passione, attenta analisi dei fatti, mistero, suspense, emozione. Questi gli ingredienti vincenti dell’ultimo libro del giornalista altavillese Oreste Mottola.

“I paesi delle ombre” è la risposta al come scrivere un libro di successo, la cui riuscita dipende dal modus narrandi che qui è davvero coinvolgente. Il libro presenta episodi storici con semplicità e chiarezza attraverso la quotidianità degli avvenimenti e dei loro risvolti.

Insieme agli accadimenti e alle storie di vita irrisolte di cui si racconta, emozioni, curiosità, credenze popolari, fatti miracolosi, miserie umane e grandi personaggi si alternano e intrecciano destando rinnovato interesse nel lettore.

La scomparsa di Ettore Majorana e di Lorenzo Rago sono i casi che più impegnano autore e lettore, ma non i soli a catturare l’attenzione. Il libro, infatti, è un susseguirsi di storie particolari attraverso cui Mottola presenta i diversi paesi del sud di Salerno, utilizzando documenti giornalistici, mettendo a fuoco i contesti e le problematiche sociali, ricordando usi e tradizioni locali, che trapelano anche dal modo di parlare e di agire dei soggetti presentati. Infatti, il lettore che non conosce i vari siti che l’autore propone, riesce ugualmente ad entrare nel cuore di essi. E così, il Cilento con Perdifumo, Agropoli, Acciaroli e poi ancora Battipaglia, Paestum, gli Alburni, l’Alto Sele, Albanella, Altavilla Silentina diventano anche i paesi del lettore conquistato dal modus narrandi che eleva a sentimento universale storie molto diverse tra loro.

Un libro che si fa leggere d’un fiato e al contempo ha la capacità di far riflettere sulla forza della vita, sul bizzarro ruolo del destino, sull’impotenza di quanti cercano di governarlo, riscoprendosi continuamente vinti e sulla volontà di ricominciare  a vivere, nonostante tutto. 

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