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domenica 18 gennaio 2009

Il sindaco di Salerno De Luca tra i più amati d'Italia

All'insegna del neocomunitarismo i premiati dal "Governance Poll 2008" del Sole 24 Ore. 
Secondo posto al sindaco del nostro capoluogo di provincia

Se il primo posto va, a pari merito, a Sergio Chiamparino di Torino, Flavio Tosi di Verona e Giuseppe Scopelliti di Reggio Calabria, quello immediatamente successivo è occupato dal primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca.
 
Tra i presidenti delle province italiane, un po' meno bene, ma sempre nella metà alta del tabellone, si posiziona il salernitano Angelo Villani, che riscuote il 44° posto (ecco la classifica).

A livello regionale, invece, è quasi scontato il risultato relativo al nostro governatore AntonioBassolino: ultimo dei 105 in lizza (qui). Ne segue le tracce il sindaco partenopeo Rosa Russo Iervolino, ugualmente ultimo nella classifica dei sindaci.

La ricerca è stata condotta per Il Sole 24 ore da Ipr Marketing, che individua i criteri fondamentali di giudizio nel  "pragmatismo" delle attività e nella "trasversalità" del consenso.

Interessante poi l'analisi che Ipr fa dei primi cittadini italiani a partire dai risultati degli ultimi tre anni della ricerca. "I sindaci che godono di maggiore popolarità evidenziano un forte senso di radicamento nel territorio, spesso elevato a ingrediente essenziale della propria offerta politica; la capacità di intercettare trasversalmente le attese dei cittadini e, talvolta, di saldare gli interessi di blocchi sociali molto distanti tra loro ad efficaci strategie di policy (secondo un fenomeno che De Rita ha definito di “neocomunitarismo”); il possesso delle doti comunicative e dei codici necessari a sintonizzarsi con il proprio elettorato - e non solo - e comunicare i risultati raggiunti; una concezione pragmatica e decisionista dell’esercizio del proprio ruolo fino a forme di accentuato protagonismo e personalismo (non a caso sempre più spesso i sindaci superano per consistenza di voti le liste che li sostengono, svincolandosi dalle rigide maglie dall’appartenenza partitica); la disponibilità ad un’azione rivendicativa che, in nome della “fedeltà” al territorio, sia pronta all’estremo sacrificio dell’identità, scissa tra livello “nazionale” e “locale”."

Nonostante il quadro regionale, quindi, a quanto pare qualche spiraglio di buon governo nel nostro territorio sembra esserci. Per una volta, quindi, un termine di paragone positivo eccezionalmente vicino geograficamente. 

Resta da domandarci se noi piccoli comuni possiamo imparare qualcosa da questo 'pragmatismo trasversale' che sembra essere la chiave del successo amministrativo di un territorio.

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