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venerdì 2 gennaio 2009

Ecoballe da fotografare

Giustifica
di Franco Benedetto


Parola accattivante che tradisce in pieno il suo significato, essa infatti non è per nulla ecologica: ammassa spazzatura con un film di plastica, racchiude un tot di rifiuti indifferenziati puzzolenti e sbrodolanti.
Personalmente credo che il prefisso “eco” dovrebbe esprimere la qualità naturale di una cosa. Qui però serve più a nasconder la verità che a renderla meno pericolosa. Un immensa “balla” per prenderci per i fondelli. Amo la natura, mi ritrovo a passeggiare spesso tra i boschi o sulle rive del fiume, il degrado è diffuso, evidente e crescente.
Gli interventi di questo giornale, sempre pronti e tempestivi, hanno indicato due aspetti attuali poco rassicuranti per lo sviluppo ma anche per il mantenimento dell’economia locale:
1) le tonnellate di ecoballe che quotidianamente entrano nel comprensorio militare;
2) il degrado e l’inquinamento del fiume Calore.
La regione Campania ha sofferto e soffre per il collocamento dei suoi prodotti. Le mozzarelle alla diossina e i suoli contaminati hanno influito notevolmente sulle vendite campane condizionando anche quei produttori operanti nel pieno rispetto delle norme vigenti.
La nostra zona, ricca di piccoli paradisi naturali, è stata assediata dalle discariche, e dai quei politici che, individuato un territorio dove vivono possibilmente dei “fessi”, decide di sistemarci a tutti i costi cumuli enormi di rifiuti.
Un interrogativo nasce spontaneo: perché i siti scelti ricadono in zone naturali ad alto rischio ambientale? Non riesco a rispondere che una seconda domanda mi assale con più forza della prima: quali precauzioni sono state adottate per evitare la contaminazione della zona?
Le tantissime ecoballe collocate in Persano hanno costituito una collina artificiale ricoperta da un telo enorme e tetro di plastica scura. Sono situate nell’area utilizzata dalla protezione civile, dove prima vi erano numerose roulotte utilizzate durante il terremoto dell’80. Non si conoscono i vincoli di questa convenzione tra lo Stato e l’esercito, tutto top secret, non si conosce la quantità che sarà destinata nel comprensorio e se mai è stato stabilito un limite.
Probabilmente se un limite c’è, esso riguarderà solo i dati economici dell’operazione.
Il tutto avviene sotto giurisdizione militare, dove anche i residenti hanno dovuto sempre sottomettersi alle direttive militari e politiche, nel tempo hanno oltraggiato la zona, privandola delle sue più grandi realtà come l’allevamento del famoso cavallo “Persano” e “sequestrando” la “Casina Reale di Caccia”, presenza architettonica di grande importanza, seconda nella piana del Sele solo ai templi di Paestum.
Si sa solo che un giorno il famigerato sottosegretario ben noto alle cronache, è stato in visita a Persano e ha fatto il miracolo: il trasferimento dei rifiuti dalla città alla campagna.
Il profumo di queste decisioni è giunto sino a noi, donando alla nostra terra il succo colante dei frutti chiamati ecoballe e la lieta presenza di un gigantesco sarcofago nero.
Quest’area della piana è soggetta ad alluvioni durante le piene invernali, due fiumi e diversi torrenti l’attraversano, è ricca di acqua anche nel sottosuolo, tantissime le falde, molte delle quali sono poco profonde, alcune sgorgano in superficie come quella in località “Pozzillo”, dove venne istallata una fontana per uso comune.
Quale abile mente poteva mai concepire la creazione di una discarica di rifiuti alle porte del Cilento, in un bacino idrico di alto rilievo? Il comune di Serre ospita in sostanza una tre discariche, sta assorbendo così tanti rifiuti che i residenti avrebbero impiegato secoli per produrre tali quantitativi.
Personalmente mi sembra più un abuso che una soluzione. Continuiamo a girare intorno ad un problema che avevamo già ben noto negli anni ’80 e che abbiamo portato all’estremo.
Adesso i cittadini stanno pagando le scelte politiche sbagliate dell’ultimo trentennio.
Ricordo di aver letto una teoria tempo fa la quale affermava che l’essere umano è un extraterrestre perché è l’unico essere vivente sul pianeta Terra capace di inquinare mentre gli altri vivono in perfetta simbiosi con l’ecosistema terrestre.
Non vorrei divagare. Continuiamo ad essere presi in giro, e a non essere rispettati. Abbiamo rinunciato alle comodità della città per vivere una vita sana in aperta campagna, adesso dobbiamo subire i rifiuti e l’inquinamento di chi non ha voluto rinunciare a queste comodità.
L’incapacità dello Stato nel trovare una soluzione al problema rende ancora più povera l’economia agricola campana, vittima anche delle tante malefatte di molte industrie del (civile) nord che hanno preferito smaltire in maniera molto conveniente i propri rifiuti tossici.
I soldi sprecati per il trasporto dei rifiuti potevano essere meglio impiegati, avviando la realizzazione di industrie atte al riciclo dei principali prodotti riutilizzabili, così si poteva dare sostegno a zone depresse con nuovi posti di lavoro a vantaggio dell’economia nazionale.
È essenziale avere una politica nazionale attenta a una vita non “usa e getta”, i cicli produttivi devono produrre il minor quantitativo possibile di rifiuti e utilizzare il più possibile materiali riciclabili riducendo al massimo l’uso della plastica. Negli ultimi 50 anni abbiamo rivoluzionato il nostro modo di vivere, prima conservavamo i bottoni che spesso assumevano valore di moneta nei giochi tra ragazzi, oggi compriamo un cappotto nuovo perché abbiamo perso un bottone.
C’è chi chiama questo modo di vivere “benessere”; i tempi ci invitano a considerare invece sotto altra luce il concetto, perché esso non può più significare inutile spreco di risorse preziose.
A Carillia un esempio di riciclaggio lo si deve all’azienda S.L.A.I. che grazie ad un‘apparecchiatura progettata dall’ing. Campus, usa bottiglie di plastica per produrre monofilati sintetici per il cordame nautico. Ovunque tutti possiamo fare molto.
Il problema ha molte facce; se da un lato si accumulano e stoccano rifiuti in maniera impropria, dall’altra sono aumentate le micro discariche abusive e l’abbandono dei rifiuti. In esse si ammucchia ogni cosa, spesso gli si dà fuoco e poi si ricomincia.
Da poco rosea la situazione per l’economia agricola campana sta assumendo aspetti tragici. La cattiva gestione del territorio e dei problemi ad essa connessi porteranno ad un crescente impoverimento di un agricoltura già in difficoltà e ad un ulteriore passo verso il latifondo. La scarsa valorizzazione dei prodotti regionali e l’incapacità di utilizzare al meglio le risorse turistiche, fanno il resto. Oggi i giovani campani sono tra i maggiori aspiranti, insieme ai calabresi ed ai siciliani, ad un posto effettivo nell’esercito. Essi vi intravedono l’unica possibilità per crearsi un futuro, evitando una vita grama, visto che il lavoro manca e le forme di assistenza sono a dir poco offensive.
Sensibilizzato dagli eventi, penso di mettere in cantiere una piccola mostra fotografica sui tanti aspetti dell’inquinamento del nostro territorio. I materiali riguarderanno soprattutto i comuni di Altavilla Silentina, Albanella e Serre.
L’iniziativa è aperta a chiunque volesse contribuire con proprie immagini, l’idea è di realizzarla a breve, dandole un profilo didattico-educativo e di renderla itinerante.
Saluto tutti i lettori, ringraziandoli per l’attenzione verso queste considerazioni e…Mi raccomando, non bruciate materiale plastico!

3 commenti:

  1. Caro Franco, la mostra mi sembra un'idea geniale per accendere la consapevolezza di chi vive il nostro territorio e chi lo vede da fuori.
    Penso già a una versione virtuale che potremo realizzare, ad esempio su Flickr e mandare in giro per il mondo!

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  2. marco cappetta7 gennaio 2009 14:44

    Grande Franco, per quello che in questi anni stai dando a Borgo Carillia meriteresti una statua! Il tuo appassionato e dispendioso impegno è rivolto sia alla conservazione della memoria storica sia, come dimostra questo articolo, alle problematiche attuali che minacciano il nostro splendido (...per me lo è stato sempre e lo rimarrà)Borgo. Una saluto a te ed a tutti i Carilliesi ed Altavillesi in giro per il mondo dall'antica Kroton.
    Marco Cappetta

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  3. E' successo quello che tutti immaginavano. Dovevano portare l'immondizia nel nostro comprensorio e lo stanno facendo.
    Purtroppo la politica danneggia, con tutti i mezzi, sempre e solo le persone oneste e civili. La TV nasconde sempre la verità e i politici locali stanno zitti!. Forse il coraggioso tentavo di Franco potrebbe rappresentare un valido mezzo per denunciare all'opinione pubblica quello che sta accadendo in una terra che fino a poco tempo fa era una perla della natura.
    Bravo Franco.

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