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lunedì 6 luglio 2009

Un cavallo nella storia: il cavallo della razza Persano

Un cavallo nella storia: il cavallo della razza Persano
di Carmine Senatore
La battaglia di Lepanto, lo storico scontro avvenuto il 7 ottobre 1571, segna una rottura fra il mondo occidentale e quello arabo. Dopo la battaglia fino all'invasione napoleonica dell'Egitto nel 1798, l'islam è ripiegato su se stesso, perdendo ogni capacità innovativa. Dal XVI sec. la stabilizzazione dei confini adriatici e la fine delle minacce turche sulle coste italiane, portarono, salvo rare eccezioni, come il tentativo di Mehmet III di invadere la Sicilia, a un periodo di relativa tranquillità nell'Italia meridionale, durante il quale baroni e feudatari poterono sfruttare gli antichi diritti fondiari per consolidare privilegi economici produttivi. Nel 1734, sul trono di Napoli salì Carlo di Borbone, erede designato della dinastia spagnola, un Infante Spagnolo, che divenne re con il titolo di Carlo III. A dispetto della sua discendenza, da subito improntò il suo regno a una maggiore autonomia rispetto ai due secoli precedenti. Nel Consiglio di Reggenza, poiché aveva otto anni, furono chiamati Domenico Cattaneo, principe di San Nicandro e il marchese Bernardo Tanucci. Il sovrano attuò una serie di riforme nei settori dell'amministrazione, del fisco, del commercio e in quello militare, che costituirono un nuovo impulso per lo sviluppo nei decenni successivi di attività che ancora oggi caratterizzano il tessuto economico e produttivo di Napoli. La politica estera di Tanucci portò a un miglioramento della politica nei riguardi degli arabi. Carlo III creò una Suprema Magistratura del Commercio, con ampio potere d’intervento negli affari economici, e con un comitato direttivo in cui i nobili potevano essere messi in minoranza dai commercianti e dai funzionari. Fu proprio in seguito a questi rapporti che un califfo arabo in segno di amicizia regalò al re quattro cavalli bianchi. Fu proprio dall’incrocio di questi cavalli arabi e le fattrici di nostrane della Valle del Sele a dare origine alla razza Persano. E’ un cavallo con mantello baio, con testa ben proporzionata, occhi grandi e vivaci, con profilo diritto con leggera concavità. Ha collo muscoloso, criniera folta e lunga, petto ampio. Le caratteristiche fondamentali, che fanno dei cavalli di questa razza la differenza, sono gli arti robusti e le articolazioni. L’andatura è elastica e armonica. Dalla metà del secolo XVIII° il re pianificò il miglioramento della razza equina già esistente in loco, con l’acquisto di fattrici e stalloni del Medio Oriente e andalusi: la “Real Razza di Persano”, una selezione formata da cavalli da sella con particolare attitudine alla caccia. Il cavallo Persano, ottenuto adoperando alternativamente stalloni arabi andalusi e inglesi, era destinato alle unità di Cavalleria e di Artiglieria e all'attività equestre dell'Esercito. Il prestigio della razza raggiunse l’apice a inizio Ottocento, quando la cavalleria napoletana guidata da Gioacchino Murat partecipò alle campagne napoleoniche e lo stesso imperatore còrso lodò più volte i cavalieri nostrani definendoli “diavoli bianchi” dal colore delle caratteristiche uniformi. Furono i cavalli della razza Persano quelli che portarono le truppe napoleoniche in Russia e furono gli stessi a riportarne indietro i superstiti. Nella battaglia dI Marengo ancora una volta furono questi cavalli a determinarne l’esito. Con l’unità d’Italia la razza Persano fu abbandonata: nel 1874 con decreto del Ministro Ricotti fu definitivamente soppressa e venduta all'incanto sulla piazza di Eboli. La Scuola di Equitazione Spagnola a Vienna è l’unica istituzione al mondo in cui si è conservata fino ad oggi l’equitazione classica così come praticata dall’alta scuola del Rinascimento. Anni e anni di allenamento fanno di cavallo e fantino un tutt’uno inscindibile. Con l’unità d’Italia la razza Persano venne abbandonata: nel 1874 con decreto del Ministro Ricotti fu definitivamente soppressa e venduta all'incanto sulla piazza di Eboli. Nel 1900 il Ministero della Difesa volle ricostituire la razza con fattrici di provata attitudine al servizio da sella scelte tra i diversi reggimenti di cavalleria. In seguito alla soppressione del Centro di rifornimento quadrupedi di Persano, nel 1954, la razza si ridusse a una cinquantina di fattrici, trasferite al Posto raccolta quadrupedi di Grosseto: un altro pezzo di storia meridionale svenduto! La Scuola di Equitazione Spagnola a Vienna è l’unica istituzione al mondo in cui si è conservata fino ad oggi l’equitazione classica così come praticata dall’alta scuola del Rinascimento. Anni e anni di allenamento fanno di cavallo e fantino un tutt’uno inscindibile. Il palazzo, dove ha sede la scuola, fu creato da Leopoldo I. che aveva la fama di appassionato cavaliere. La scuola, per la sua grandezza, più che un edificio sembra un'enorme piazza circondata da forme chiuse. Il maestoso salone circondato da 46 colonne è ornato con stucchi, soffitto con cassettoni e lampadari meravigliosi. Il palco era riservato per la corte, gli spettatori si sedevano nei loggioni. Il selezionamento della specie odierna si collega al nome di Carlo degli Asburghi che creò un allevamento a Lippiza, che apparteneva all'impero, per la scuola spagnola di Vienna fondata nel 1572. I cavalli erano importati dalla Spagna (da qui deriva il nome della Scuola Equestre Spagnola) e poi incrociati con otto famiglie di purosangue, tra cui i cavalli della razza Persano. Dopo la caduta dell'impero, gli animali finirono in Laxemburg, vicino a Vienna e dopo nel Piber stiriano per poter oggi - sopravvivendo alle miserie delle guerre - contribuire alla fama della Scuola Calibri (Corpo) Sono attualmente i cavalli della razza Persano che sono utilizzati dalla scuola equestre di Vienna. Altro luogo, dove ora la razza è riprodotta, è a Jerez de la Frontera e a Saumur sulla Loira. In questa città vi è il Cadre Noir, la scuola nazionale di equitazione.

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