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martedì 26 agosto 2008

I cinquant'anni di matrimonio di Ada Mazzeo e Francesco Gallo

La grande famiglia sparsa per l'Italia si raduna ad Altavilla per la festosa occasione

di Fulvia Di Chiara

A Cerrelli di Altavilla Silentina, il laborioso villaggio ai piedi della “Collina degli Ulivi”, domenica, 6 Luglio mentre si svolgeva il Trofeo ciclistico “Giovanni Saponara” il non dimenticato operatore economico del luogo, si celebrava un evento familiare di grande rilievo umano, sociale e spirituale. La società del nostro tempo si evolve o, forse, involve per la povertà dei valori che dovrebbero animarla e promuoverla. Ma noi coltiviamo la speranza!
Senza togliere nulla ai pregi, che sono del ciclismo puro, quando solo idealità lo permeano, quello che ha avuto protagonisti le due famiglie Gallo – Mazzeo di Altavilla si colloca in una dimensione ben diversa e, spiritualmente, più alta nella deriva inarrestabile che agiva travolgendo l’istituto della famiglia, cellula della società e vanto della nostra cultura latina e cristiana.E’ semplice, come son semplici le cose grandi, l’avvenimento cui ho assistito ieri: Ada Mazzeo e Francesco Gallo hanno celebrato il loro 50° di felice matrimonio, una convivenza ininterrotta, senza increspature; una famiglia i cui tre figli, inseriti prestigiosamente nell’amministrazione dello Stato, rendono onore alla comunità di Altavilla.Il raduno è avvenuto nella Parrocchia del villaggio a Cerrelli per un ringraziamento a Dio, secondo la tradizione religiosa di famiglia, in una celebrazione sobria e intensa condotta dal padre cappuccino, padre Candido Gallo, fratello di Francesco e da padre Biagio Grattacaso, cugino di Ada Mazzeo. Coscienti, i festeggiati, di non dover goder da soli questa esaltante tappa della loro vita, hanno invitato al gioioso simposio fratelli e sorelle con figli e nipoti e pronipoti fino alla quarta generazione: 153 in tutto in fascia d’età racchiusa tra gli 86 anni di Salvatore Gallo e i cinque mesi mesi di Damiano, il figlio di Tatiana e di Vincenzo che vivono in Toscana nel Mugello, lì dove visse e operò Piero della Francesca. La vita aveva disperso per l’Italia i componenti delle famiglie di Antonino Gallo e di Antonio Mazzeo in cerca di migliori fortune negli anni 50 – 60; i legami non s’erano mai allentati tra loro anzi mantenuti vivi con la partecipazione a nozze, a nascite, a lauree e promozioni varie o negli incontri estivi al mare di Paestum o per qualche lutto, siccome son longevi i Gallo-Mazzeo. Ma il desiderio di incontrarsi tutti per un raduno corale di famiglia, che non escludesse nessuno si sentiva un po’ da tutti. Ed è stato ben accolto.Il ritrovarsi è stato commovente e esaltante anche per l’incontro di tante professionalità maturate negli anni in famiglia tra congratulazioni e auspici per il futuro di ciascuno.Il pranzo a conclusione dopo la cerimonia religiosa nell’Agriturismo dei Di Feo nel verde della campagna e nella cortese accoglienza che è stata offerta dai gestori, ha sottolineato il momento conviviale in un clima cordiale sereno, favorito anche dal fresco della giornata.Sgusciavano di qua e di là i più piccoli della brigata; alcuni degli adolescenti s’incontravano per la prima volta; gli adulti contemplavano gaudiosi i fatti e le vicende della famiglia, che s’era estesa tanto.Una bella e riposante sosta nel tran-tran del vivere quotidiano, mentre una profonda crisi di valori attraversa la nostra società.La stampa nazionale ed estera, intanto, e i mezzi della comunicazione sociale, proprio in questi momenti, polarizzavano, in profonda commozione, la sensibilità di tutta una nazione e del mondo intero, centellinando notizie sulla scomparsa di Federica, la giovane e bella ventitreenne padovana, scomparsa tragicamente nel nulla in una evasione giovanile in Spagna.Quale contrasto tra i due avvenimenti!Perciò, i coniugi Gallo – Mazzeo hanno voluto donare alla vita questo sereno raduno di famiglia.

2 commenti:

  1. LANA O SETA?
    La nostra comunita' ha due grandi fortune, la prima e' quella di festeggiare ogni anno moltissimi anniversari di matrimonio, dove tanti nostri genitori, felici per il traguardo raggiunto, sono la testimonianza di una vita passata nel rispetto reciproco, con al primo posto il valore sacro della famiglia.
    L'altra e' quella di essere, promotori e spettatori principi,
    del GIRO CICLISTICO DELLA PIANA DEL SELE gara nazionale di ciclismo, inserita oramai nel novero dell'elite meridionale del ciclismo agonistico.
    Questa riflessione serve per chiedere alla redattrice dell'articolo sul matrimonio Gallo-Mazzeo il perche' di un raffronto a nostro parere molto "forzato" tra due avvenimenti che hanno in comune solo ed esclusivamente la data.
    Perche' forzare, dicendo che un anniversario si colloca in una dimensione piu' alta di una gara di ciclismo nella deriva che travolge l'istituto della famiglia.
    Francamente non si capisce dove la redattrice vuole arrivare.
    Resta chiaro che in questa occasione si e' tirata in ballo una manifestazione in modo gratuito, senza nessuna valenza, a chiarificazione di tutto, riporto quanto un nostro compaesano scriveva un po' di tempo fà: "....Sulle due ruote, difatti, non sono impegnati solo nervi e tendini, ma è l'uomo, nella sua più ampia eccezione, che si afferma con la volonta' del lottatore, puntando l'occhio acuto e lo sforzo immane verso il traguardo. Il vostro merito, quindi travalica l'elogio dell'imprenditorialita' sportiva, che è pur essa espressione di vitalita' della nostra gente, ma si eleva a lezione di vita. E, vi prego, non interrompete la tradizione che esalta questi valori.
    Chiunque saprà vedere questa lodevole iniziativa con occhio scevro da pregiudizi, che sono della gente povera, non puo' non plaudire al maggior evento sportivo della nostra comunità civile e riconoscere, altresi', il merito di quanti, a diverso titolo, vi hanno concorso.
    La gara sportiva, quindi, si eleva a valore di simbolo e fa storia. Sulla bici volano maestri di vita che insegnano. A noi saperne comprendere il messaggio". - Padre Candido Gallo -.
    Questo commento penso che sia il modo migliore per spiegare alla redattrice cosa ci spinge ogni anno ad organizzare il nostro "Giro".
    Enzo Mordente

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  2. Fulvia Di Chiara12 settembre 2008 18:48

    Si precisa.
    ...Naturalmente i due avvenimenti, quello del 50° della
    famiglia Gallo-Mazzeo e "il trofeo ciclistico" intitolato a Giovanni
    Saponara, sono permeati da valori di diversa natura: uno religioso,
    l'altro di valore umano, entrambi alti e rispettabili, che non
    contrastano tra loro.
    E' sembrato opportuno abbinarli ed esaltarli insieme.
    A ben leggere, poi, le parole: "In una dimensione più alta"
    vanno riferite a: "deriva della famiglia ecc." e non alla gara
    ciclistica. E' ovvio!
    Peraltro i valori dello spirito non contrastano tra loro, gli uomini si. Ma è solo questa la chiave di lettura.
    Cordialmente.

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