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venerdì 22 agosto 2008

Gli addetti stampa fiduciari e il curriculum vitae strappato

Storie di mala amministrazione ufficializzata al Sud

Come si assegna un incarico da Responsabile dell'Ufficio Stampa del Comune di un piccolo centro di 7000 anime nel Cilento? Ad Altavilla Silentina (in provincia di Salerno) non vanno troppo per il sottile.Sei laureato allo IULM? Non basta. Un master alla Bocconi? Non serve. Stage all'estero più esperienza di lavoro decennale presso la Pubblica Amministrazione? Non è un titolo. L'unico criterio per l'affidamento dell'incarico – si legge nel Bando ufficiale pubblicato nella bacheca comunale e sul sito Internet istituzionale del Comune (http://www.comune.altavillasilentina.sa.it/ ), su cui tra l'altro non è più reperibile, - "è l'affidamento fiduciario". All'articolo 5 (relativo ai Criteri per il conferimento degli incarichi) si legge infatti che, a seguito di tale disposizione, per l'incarico in questione
"non è posta in essere alcuna procedura concorsuale o paraconcorsuale, non sono previste graduatorie, attribuzione di punteggi o altre classificazioni di merito, nemmeno con riferimento all'ampiezza, frequenza e numero degli incarichi già svolti dai concorrenti (circostanze che non costituiscono titolo di preferenza) o all'esperienza maturata".
Per concludere poi con un capolavoro di beffardaggine istituzionale che recita così:
"il curriculum professionale, così come gli altri elementi integranti la domanda, hanno il solo scopo di manifestare la disponibilità all'assunzione dell'incarico, il possesso delle condizioni richieste e la conoscibilità dei soggetti interessati".
A ciò vanno poi aggiunti i tempi ristrettissimi di pubblicizzazione del Bando, pubblicato il 9 luglio 2008 e scaduto il 19 luglio 2008: soli 10 giorni.
Uno dei due (!) partecipanti al concorso nonché giornalista di esperienza pluridecennale (ovviamente scartato) ci ha scritto tutto il suo rammarico di "whatchdog of democracy" che deve assistere impotente a simili episodi di calpestìo dei diritti civili da parte di chi sarebbe invece deputato a garantirli ai propri concittadini ed elettori. Poco importa se sotto tutele legali o istituzionali.
da Nòva 100 del Sole 24 Ore

3 commenti:

  1. Maurizio Mottola22 agosto 2008 14:06

    psichiatra e psicoterapeuta napoletano ma di orgini altavillesi (ad Altavilla ci torna in tutti i fine settimana e nei periodi ferie), protagonista del mondo culturale e politico partenopeo come giornalista ed autore di "vignette zen", interviene nella discussione accesasi sul recente affidamento dell'incarico di addetto stampa e "coadiuvante" per le manifestazioni culturali.

    Riceviamo e pubblichiamo.

    "Di tale fatto trovo il migliore commento nel seguente brano de Il ritorno del principe (Saverio Lodato e Roberto Scarpinato, Charelettere, pagine 347): "Gli italiani che oggi subiscono soprusi, ingiustizie, che sono costretti a piegare la testa, stanno sperimentando quello che i loro avi hanno vissuto per secoli: che dietro il prepotente di turno c'è il potente intoccabile il quale si fa beffe del diritto e dello Stato".

    Immaturità ed indifferenza democratiche da un lato e dall'altro sfacciataggine e prevaricazioni di classi dirigenti nei confronti dei cittadini costituiscono una combinazione deflagrante sulla pacifica convivenza e sull'assetto civico e sviluppo della società.

    Un potenziale candidato all'incarico di responsabile dell'Ufficio Stampa del Comune di Altavilla Silentina che legge nel bando che non c'è spazio a "classificazioni di merito, nemmeno con riferimento all'ampiezza, frequenza e numero degli incarichi già svolti dai concorrenti (circostanze che non costituiscono titolo di preferenza) o all'esperienza maturata" che si presenta a fare ?

    Non blateriamo continuamente che la valutazione del merito sia l'unico vero antidoto democratico a privilegi, raccomandazioni, nepotismi ?

    Chi si presenta ad un bando dove tutto ciò che riguarda merito ed esperienza maturata vengono esplicitamente tenuti fuori ?

    La risposta è semplice e quasi trivialmente banale: si presenta il fiduciato, cioè colui al quale per affidamento fiduciario (cioè al di fuori di ogni criterio di merito) verrà affidato l'incarico !

    In via di estinzione il mero raccomandato, troppo screditato in quanto oggetto di critiche moralizzatrici a destra ed a sinistra, ecco che compare a tutto tondo il fiduciato."

    Maurizio Mottola

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  2. Nel luglio 2008 con un bando sui generis il Comune di Altavilla Silentina (Salerno) ha inteso assegnare tramite "affidamento fiduciario" l'incarico di responsabile dell'Ufficio Stampa comunale. All'articolo 5 (relativo ai Criteri per il conferimento degli incarichi) infatti si legge: "Non è posta in essere alcuna procedura concorsuale o paraconcorsuale, non sono previste graduatorie, attribuzioni di punteggi o altre classificazioni di merito, nemmeno con riferimento all'ampiezza, frequenza e numero degli incarichi già svolti dai concorrenti (circostanze che non costituiscono titolo di preferenza) o all'esperienza maturata". Prima c'era il mero "raccomandato", adesso avanza il ... "fiduciato"!

    A cura di Claudia Del Vento, www.agenziaradicale.com

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  3. Glicerio Taurisano2 settembre 2008 13:08

    Sono amareggiato per quanto accaduto, non importerà a nessuno, ma crucciato lo resto comunque. Nei Paesi, è sovente “soffrir” manifestazioni di gratuita “anomia” nel significato politico-pedagogico: venire meno ed allontanarsi dai punti cardini di riferimento morali; o sociologico: avere mancanza di valori. Una piccola comunità dovrebbe essere l’espressione più vicina al comportamento democratico, quale fondamentale componente per la vivibilità e la gestione della “res publica” invece, è proprio li che se ne riscontra, è vero, l’antisocialità e l’anti-democrazia, concetto, seppur morale, più grave della poliarchia.
    Un male non solo “politico-gestionale” ma anche di una società la quale tale più non si riconosce, poiché, come ebbi già a scrivere, il “male della società” è proprio di noi individui che lo realizziamo lo pratichiamo, e ne rappresentiamo l’imperfetta convinzione che, il fenomeno del “colpevole non sono io” sia proprio di una società ormai al degrado e che ci rende facile traslare dal concetto di una fenomenologia kantiana alla soluzione che, una società è tale se libera ed è libera se essa è espressione di democrazia e civiltà.
    Cosa che non avviene per lo più delle volte e cosa che non è avvenuta nei fatti da Te esposti al Comune di Altavilla
    Silentina.

    Il realismo magico del Marquez espleta chiaramente un significato appropriato di tutta la “faccenda”, bene ne hai fatto a citarne l’opera, ma Josè Arcadio Buendia lo siamo un po’ tutti o lo siamo stati e vorremmo non rappresentarlo più se non per il solo fatto di uscirne indenne da attacchi, maltrattamenti e fucilazioni.
    Concordo pienamente per quanto da Te affermato: ..“la Comunicazione e la Cultura” sono un campo delicato.. esse costituiscono le basi per proiettarsi verso le “conoscenze”, ma probabilmente, questo ai più sfugge.
    Sarà perché amo molto “la cultura, la comunicazione, la ricerca, lo studio” che ho ritenuto per me un pregio contribuire con sincero sostegno a manifestare dissenso da tale “opera machiavellica nostrana” e divenirne così un po’ “Buendiano” facendo dell’ ignoranza, lo scopo della mia vita, poiché essa rappresenta per me un’arma efficace per combattere l’idiozia: “Timeo hominem unius libri” ma occorre temere anche chi ne legge molto di libri, ma di quelli non stampati.

    Il “correggitore”, tranquillo e mite omino che il Marquez per tramite della sua penna fa giungere a Mocondo, dovrebbe arrivare anche nelle menti di personaggi che non solo hanno bisogno di dipingere le “case” delle loro azioni, ma di spruzzar colore vivo e roseo soprattutto alla democratica e legale gestione amministrativa di una comunità.
    Sostegno pieno e condivisione per quanto da Te esposto, caro Oreste, ma un’ultima cosa devo marcare, poiché di fondamentale importanza nel presente ma soprattutto nel futuro delle generazioni, i modelli e gli esempi dell’inficiare a cui fai riferimento sono propellente per distruggere ancor più questa nostra già martoriata società, per cui occorre, con scernimento, dedicarsi all’opera della salvaguardia dell’Etica Individuale, Collettiva, Politica e Sociale. Il dubbio è l’inizio della sapienza (citava Cartesio) ma se ogni individuo non avesse beneficiato dei propri dubbi a quale conoscenza saremmo mai arrivati oggi? Per cui ostacolare queste deleterie manifestazioni di poliarchia, specialmente attraverso i dubbi che la collettività intera deve porsi, aiuta a sostenere il cammino della Legalità, attraverso armi di notevole importanza culturale, il dubbio e la conoscenza, l’ignoranza e il sapere, la comunicazione e l’informazione.
    Cordialmente
    Glicerio Taurisano

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