Pubblicato su carta sin dal 1993, è uno dei più longevi periodici dell'area della Piana del Sele e Cilento. La Collina degli Ulivi online vuole essere ancora di più un luogo di informazione, ascolto e diffusione di idee, anche attraverso l'interazione in tempo reale con i suoi lettori in ogni parte del mondo.
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domenica 23 ottobre 2011

Il privilegio di noi silentini...


Un privilegio di Altavilla è quello di  racchiudere all’interno del proprio territorio una singolare rappresentazione del variegato mondo della provincia salernitana e non solo. Risalendo per il corso del Sele si può arrivare fin nell’Irpinia e da qui verso la Lucania e i granai pugliesi. Dalle sponde del  Calore si incontrano gli Alburni e poi il cuore del Cilento. Facendo una deviazione su per il passo della Sentinella siamo nel Vallo di Diano. Sono i percorsi della storia del passato ma anche dell’economia moderna. Dalla piazza del paese silentino  basta portarsi verso il Piano delle Rose o Tempa della Guardia per trovarsi ad un palmo di naso dai tre quarti dell’intera provincia che osservi dall’alto. Altavilla è una comunità che naturalmente si è aperta agli scambi con chi vive ed opera nei dintorni.  Almeno la metà dei nostri cognomi ci raccontano storie di immigrazione dai paesi vicini. A partire da queste tracce che stanno dentro la nostra memoria collettiva il nostro istituto di credito locale non poteva non fare la scelta di operare in orizzonti che superassero i nostri confini comunali. Alle nostre spalle, verso gli Alburni e lungo il corso del Calore, quasi aderendo al percorso dei pastori transumanti conosciuti più dai nostri nonni che dai nostri padri. Davanti, l’opzione più recente, quella che ha dovuto attendere la bonifica dalla palude, per  tornare a guardare verso le aree una volta popolate dagli etruschi. A Scalareta, per chi non lo sapesse, ci sono loro tracce . Verso il Sele abbiamo sempre guardato: non a caso al nostro nome è stato aggiunto, non a caso, un “silentino”.  I nostri meloni si andavano a vendere a Campagna e ad Oliveto. E’ il futuro che c’interessa: è lì che vivremo il più a lungo possibile. Ci sono nuove sfide: l’apertura internazionale che ci assicurerà un aeroporto finalmente aperto; la fruizione turistica dei nostri ambienti ancora ad alta ruralità; un’agricoltura sotto il segno della migliore ortofrutta d’Italia e di un’allevamento bufalino di qualità; dei beni culturali da utilizzare seriamente. Su questi aspetti c’è bisogno di dell’apporto dei migliori.

Oreste Mottola     (*)
*giornalista, collabora a "Il Mattino" ed è attualmente condirettore del settimanale “Unico”

giovedì 9 dicembre 2010

Assenza de L'Auriga Cilento alla Sagra della Cultura

LETTERA APERTA AI SOCI


ASSENZA DE L’AURIGA CILENTO ALLA MANIFESTAZIONE “LA SAGRA DELLA CULTURA”


Ai soci de L’Auriga Cilento


In riferimento ai manifesti affissi nella giornata di ieri in cui si comunica alla cittadinanza il programma della manifestazione denominata “Sagra della cultura” e alla diffusione dell’evento attraverso i canali web ci preme informare i nostri soci − alcuni dei quali hanno interpellato il consiglio direttivo per avere ragguagli circa la nostra assenza − quanto segue:




  • In data 16/11/2010 alle ore 13 circa è stato consegnato, presso l’abitazione altavillese della suocera del presidente Bruno Di Venuta, l’invito a partecipare alla riunione di presentazione del progetto che si sarebbe tenuta la sera stessa (!) alle ore 18. Sebbene sia fatto noto che parte del direttivo risieda altrove, siamo riusciti ugualmente a presenziare all’incontro grazie alla disponibilità dell’amica e socia Emiliana Di Feo, la quale ci ha in seguito riassunto quanto proposto in tale sede.



  • Alla prima riunione ne è seguita un’altra, il 23 novembre (data tristemente simbolica), organizzata probabilmente con il passaparola, alla quale non siamo stati invitati; nonostante ciò e pur non condividendo pienamente le premesse iniziali, abbiamo ritenuto corretto renderci disponibili credendo nella forza che la sola sinergia può dare, la stessa che si decanta oggi nella pubblicità dell’evento (leggi su www.vivialtavilla.it).



  • Il giorno 29/11/2010 è stata inviata, mezzo posta elettronica, la seguente lettera all’attenzione di Padre Costantino Liberti e del Sig.Gerardo Di Vernieri e per conoscenza ai presidenti delle associazioni coinvolte, sperando in una risposta celere considerando i tempi di lavoro e il breve periodo a disposizione:


Con la presente vogliamo ringraziare per l’invito rivolto alla ns. associazione che, come tutti Voi, ha a cuore la tanto aspirata riapertura delle due chiese del nostro amato centro storico. Con l’occasione vogliamo altresì comunicarvi che l’Auriga Cilento, a malincuore, non riuscirà a partecipare fisicamente all’evento in quanto occupata nell’organizzazione di altre attività che si terranno durante il periodo natalizio dentro e fuori il nostro comprensorio territoriale. Dunque per gli impegni prima intrapresi, lo scarso preavviso e le residue risorse operative residenti in loco, siamo costretti, nostro malgrado, a dare un contributo “limitato” alla causa che potrebbe svolgersi nelle seguenti attività/modalità:



1)       Pubblicizzare e diffondere l’evento tramite i nostri canali web e le fonti giornalistiche conosciute e con le quali collaborano alcuni dei nostri soci.


2)       Sensibilizzare gli iscritti - e non - all’Associazione, in particolare i non residenti ad Altavilla, ad attivarsi e coinvolgere amici e parenti lontani a contribuire economicamente per il fondo “Montiamo l’Organo di San Biagio” (dicitura puramente indicativa) attraverso un’apposita pagina sul nostro sito contenente un form da compilare con i dati di chi intende effettuare la donazione.


3)       Invogliare anche solo all’acquisto dell’opuscolo i non residenti ad Altavilla Silentina tramite le stesse modalità di cui sopra. Per queste iniziative, che riteniamo opportune per sensibilizzare anche i cosiddetti “emigranti”, è indispensabile procedere con il consenso del Parroco Don Costantino Liberti, al quale chiediamo l’autorizzazione a procedere come comunicato e, eventualmente, ad aprire un apposito conto corrente postale/bancario sul quale versare le offerte.In alternativa siamo disponibili a fornire gli estremi del nostro conto corrente bancario fornendo settimanalmente, al Parroco e al direttivo responsabile dell’iniziativa, le informazioni in merito alle adesioni pervenute. Al fine di presentarci ai nostri interlocutori in modo trasparente sarebbe inoltre corretto pubblicare, in concomitanza alla richiesta fondi, la rendicontazione delle spese sostenute fino ad oggi per l’organo e i contributi già acquisiti. A vostra disposizione per chiarimenti e in attesa di conferme inviamo distinti saluti e ne approfittiamo per augurare a tutti Voi un felice esito per l’iniziativa intrapresa.


Il presidente de L’Auriga Cilento


Bruno Di Venuta


Alla proposta di cui sopra non è pervenuto alcun riscontro né all’indirizzo di posta elettronica dell’associazione né ai nostri numeri di cellulari, motivo per cui abbiamo ingenuamente creduto che la manifestazione non avesse luogo (per via del maltempo? del crollo del muro che limita in parte l’accesso al centro storico?).


Nella giornata di ieri, 5 dicembre 2010, siamo venuti a conoscenza dell’affissione delle locandine e, nota più dolente, del convegno sulla Madonna del Latte che si terrà in data 8 dicembre, statua per il cui rientro ci siamo adoperati per mesi (leggi sul sito). La buona educazione richiedeva una convocazione anche solo per questo appuntamento; non per renderci merito, cosa che crediamo di non avere, ma in rappresentanza dell’unico a cui spettano gli elogi: l’instancabile prof. Paolo Tesauro Olivieri, il quale dall’arrivo della statua a Salerno ha monitorato le fasi di restauro, sollecitato il rientro e, infine, indirizzato e supportato il nostro ultimo interessamento.


Ritenendo superflui eventuali commenti, vi salutiamo caramente.


Consiglio Direttivo


L’Auriga Cilento


Sagra della Cultura: sinergia per il recupero della chiesa di San Biagio

di Gerardo Di Verniere

Sagra : questa parola ha monopolizzato le manifestazioni di presunta promozione turistica di quasi tutti i paesi del nostro comprensorio, manifestazioni che, tranne rarissimi casi, si limitano a proporre degustazioni, spesso di dubbia qualità, di prodotti  che a volte non  ci appartengono (sagra dello struzzo, sagra della birra etc.).


Il prezzo accessibile completa poi l’opera facendo affluire nei nostri paesi una massa di visitatori, attratti dalla prospettiva di saziarsi con pochi euri,  che  nemmeno si accorgono delle bellezze del posto che li ospita e lasciano solo il degrado disseminando stoviglie di plastica dappertutto, anche su quei monumenti che ne testimoniano la storia e la cultura.


Compiuto il rituale e dandosi appuntamento alla prossima sagra ci lasciano  per ritornare, solo dopo un anno,  se la sagra mangereccia si ripete. Con questo sistema i nostri paesi vengono ricordati non per quanto hanno di bellezza naturalistica, di arte, di storia di tradizioni ma per un prodotto alimentare al quale sono, riduttivamente, abbinati ( il paese del peperone, della melanzana, della cicerchia etc.), quale fosse l’espressione unica degli sforzi produttivi di quel posto.


Per i più, che identificano con il termine sagra l’abusata celebrazione gastronomica di prodotti alimentari, l’accostamento di questa parola con la cultura potrà sembrare quantomeno blasfemo e fuori luogo. In verità  la parola “ sagra” individua una festa popolare con intento celebrativo ed educativo( già in passato è stata usata per celebrare cose e fatti ben diversi da quelli alimentari).


In effetti il primo scopo di questa manifestazione  è proprio quello di riappropriarci di radici e tradizioni culturali che  hanno da sempre contraddistinto il nostro paese e che ci hanno permesso di fregiarci del prestigioso titolo di “città”. Questo è un messaggio rivolto soprattutto alle ultime generazioni, cadute in una insolita apatia, che si limitano, quasi esclusivamente,  a sollevare problematiche servendosi soprattutto di internet,   demandandone la risoluzione ad altri. Recuperiamo la capacità di essere noi stessi attivi ed autonomi nell’intervenire,  contribuendo direttamente a migliorare la vivibilità di questo posto che tutti dichiariamo di amare. Troppa gente, specie in prossimità di tornate elettorali, dichiara amore per questo paese , quasi nessuno dimostra poi  di averne nei fatti concreti.


La promozione turistica del posto rappresenta, logicamente, il secondo scopo della manifestazione. Altavilla Silentina è sicuramente uno dei territori con maggiore ricchezza e varietà di peculiarità turistiche , qualità poco sfruttate anche perché è un paese poco conosciuto; questo in gran parte è dovuto ad un motivo geografico in quanto, principalmente il capoluogo,  non è ubicato su importanti direttrici di passaggio : per Altavilla non si transita, bisogna venirci apposta.


Il tentativo di questa manifestazione è anche quello di attivare un flusso di  “visitatori di qualità” in grado di cogliere le peculiarità del territorio e divenire, di conseguenza, un’importante cassa di risonanza in grado di colmare, almeno in parte, le lacune appena evidenziate.


Ultimo scopo, ma solo in ordine cronologico, è  reperire dei fondi da destinare alla riapertura della Chiesa di San Biagio, un gioiello del barocco che amiamo paragonare ad uno  scrigno pieno di arte, storia, tradizioni e religione.


Gioiello riportato, quasi interamente, all’antico splendore, come si può evincere da questa foto.


Al nome “SAGRA DELLA CULTURA” avrete certamente notato l’apposizione di un sottotitolo particolarmente significativo: Sinergia per il recupero della chiesa di San Biagio. Questa manifestazione mira infatti  anche a recuperare un momento di reciproca collaborazione da parte di un associazionismo, portato ad una vocazione solista, e di una  cittadinanza  che, contrariamente a quanto accadeva in passato, è poco incline a partecipare attivamente  a qualsiasi manifestazione. Voglio ricordare che la vera forza trainante delle prime edizioni di “Atmosfera Natalizia” è stata la partecipazione attiva di tutti  alla riuscita dell’evento. La calda atmosfera, che veniva piacevolmente recepita dai visitatori ,derivava anche dai tanti, variegati addobbi natalizi che ogni casa, quartiere o negozio del centro storico, spontaneamente proponeva   e dalle luminarie, parto della nostra fantasia e del nostro impegno.


E’ arrivato forse il momento di scuoterci da quel torpore assistenzialistico che ci attanaglia e ci fa pretendere, molte volte fuori luogo, che tutto ci venga dall’amministrazione comunale. Riappropriamoci di quello spirito di iniziativa che ha da sempre contraddistinto la nostra collettività!

La manifestazione

La manifestazione mira a mettere insieme due “contenitori” culturali .

Il primo, di tipo  fisico, è il centro urbano di Altavilla Silentina (via Roma, piazza Umberto I ed il Centro Storico) l’altro, definibile con una terminologia abbastanza in uso, di tipo immateriale,  è l’insieme degli incontri, dei convegni e degli eventi vari.

Quello fisico parte da via Roma, posto ideale per godere di un spettacolo mozzafiato che il nostro paese offre quotidianamente : un panorama unico. L’occhio spazia sulla Piana del Sele e sul golfo di Salerno, delimitato dalla Costiera Amalfitana e da Capri;  su questo scenario poi, tutte le sere, è possibile godere di tramonti suggestivi e mai uguali, una vera manna per gli amanti della fotografia.


In un angolo di Piazza Umberto I è ubicata la Cappella del Carmine, altro gioiello d’arte che proporremo alla visita degli ospiti.


Il centro storico ospiterà la maggior parte delle mostre e delle esposizioni di arte e artigianato lungo un percorso, definito “percorso della sapienza antica”, che proporrà la progressiva e piacevole lettura di canti e proverbi tradizionali. Questi canti e proverbi saranno oggetto di una piccola pubblicazione, intitolata “Farina del nostro sacco”, che sarà possibile avere, previa offerta libera, nel corso della manifestazione. Il danaro così raccolto sarà devoluto per San Biagio così come quello che deriverà dalla vendita del libro “Le novelle dell’acqua fetente” che l’autore, padre Candido Gallo, con l’aiuto de “I Lions” , ha  ripubblicato destinandolo a questa nobile finalità.


Il contenitore “immateriale” contemplerà una serie di eventi diversi distribuiti nei vari giorni meglio dettagliati nel successivo programma.


Ci saranno tre “incontri”   con personalità di assoluto livello.

Per la storia e l’archeologia avremo il piacere di ascoltare la dottoressa Marina Cipriani  che ha riportato l’area archeologica ed il museo di Paestum ai primissimi posti nella classifica dei siti più visitati d’Italia.


Per le scienze ci onorerà della sua presenza il prof. Gaetano Guerra , altavillese di nascita, docente di chimica delle macromolecole all’Università di Salerno nel cui curriculum vitae brilla, tra l’altro, il conferimento da parte del Presidente della Repubblica del Premio Linceo 2003.


Il terzo incontro vedrà protagonista una leggenda dello sport famosissimo anche a livello mondiale, Carmine Abbagnale, uno dei “fratelloni di Castellammare di Stabia”, oro europeo, mondiale ed olimpico nel canottaggio.


Per quanto riguarda i convegni  uno interesserà una  produttività tipica della piana del Sele , la carne bufalina inserita nel contesto della dieta mediterranea; un altro, di


interesse comprensoriale, vedrà coinvolti i rappresentanti delle varie istituzioni locali in una discussione mirante a far decollare un importante progetto di infrastruttura turistica, pronto ad essere presentato a finanziamento, quale la pista ciclabile “Da Paestum al Parco del Cilento”.


Il terzo, riguardante l’arte sacra, proporrà una “lettura” della statua lignea della “Madonna del Latte” , fresca di restauro, secondo gli aspetti artistico, religioso e culturale. Un altro significativo tassello del nostro patrimonio riportato al primitivo splendore.



Sostegno fondamentale a questa manifestazione viene dal supporto garantito dal sito “vivialtavilla.it”, ideato e realizzato da Antonio D’Andrea, che permetterà anche agli altavillesi   residenti in altre parti d’Italia o all’estero di seguire gli eventi proposti.


Su questo sito, tra l’altro , al termine della manifestazione, sarà pubblicato anche l’opuscolo “Farina del nostro sacco” che potrete  stampare per conservarlo e farlo conoscere.


Ad altiora


ALTAVILLA SILENTINA 7-12 DICEMBRE 2010


SAGRA DELLA CULTURA


SINERGIA PER IL RECUPERO DELLA CHIESA DI SAN BIAGIO


PROGRAMMA:

martedi 7 dicembre

ore 17.30 inaugurazione manifestazione con presentazione dell’opuscolo “Farina del

nostro sacco”

ore 18.00 presentazione sito internet “vivialtavilla .it “ a cura di Antonio D’Andrea

ore 19.00 apertura percorso “antica sapienza” ed  enogastronomico

ore 20.00 inaugurazione mostra di pittura”Altavilla Silentina : città tra le città” di Alfonso Mangone

mercoledi 8 dicembre

ore 10.30        INCONTRO CON:

dott.Marina Cipriani

Responsabile museo ed area archeologica di Paestum

Ore 18.00        Convegno:

“La Madonna del Latte” : arte, cultura e religione



Ore 18.30       Concerto del coro “ Musica  Nova”



giovedi 9 dicembre

Ore 18.00      Incontro con Sindaci, Provincia, Comunità Montana ,

Ente Parco sul tema : “Necessità di realizzare infrastrutture in grado di mettere in rete il territorio per promuoverne un serio sviluppo turistico: la pista ciclabile  “Da Paestum al Parco del Cilento”





venerdi 10 dicembre

Ore 18.30             INCONTRO CON :

prof. Gaetano Guerra

(docente di chimica delle Macromolecole –Università di Salerno - Insignito dal Presidente della Repubblica del Premio Linceo nel 2003)



ore 20.30      Un’ora con il gruppo musicale  “Blueyes”

sabato 11 dicembre



ore 18.00  Selezione 5^ edizione “Campania Festival”



domenica 12 dicembre

ore 10.00           Convegno: “Carne bufalina e dieta mediterranea”





ore 12.00             INCONTRO CON:

Carmine Abbagnale (Campione d’Europa, Campione del Mondo, Campione Olimpico di canottaggio)

ore  19.00     Concerto del coro “Gruppo Armonia” Amici di Don Giustino





A partire dall’inaugurazione della manifestazione sarà attivato un percorso che permetterà di fruire

di :

-un panorama unico con la visione pomeridiana di tramonti mozzafiato (via Roma)

-visita alla Cappella del Carmine, piccolo scrigno d’arte

-visita alla chiesa di S.Antonino dove sarà esposta la statua cinquecentesca de “La Madonna del Latte”

-“Percorso dell’antica sapienza” all’interno del Centro Storico con punti espositivi di arte,

artigianato e tipicità

-Personale di pittura “Altavilla Silentina : città tra le città”  di Alfonso Mangone

-“Il borgo antico” un “cafè” anni cinquanta

-La bottega del rame



Enogastronomia:

Lungo il persorso sarà possibile degustare, presso punti ristoro segnalati, tutta una serie di piatti locali realizzati con   prodotti  tipici del comprensorio.



N.B: Il percorso ed i punti ristoro saranno aperti, tutti i giorni dal 7 al 12, anche nella mattinata;

per dettagli, aggiornamenti del programma, organizzazione di visite guidate ed  ulteriori

informazioni basterà accedere al sito:

www.vivialtavilla.it





Gerardo Di Verniere  con la collaborazione di :

Padri Vocazionisti,“Altavilla Viva”, Associazione “Argonauta”, Antonio D’Andrea, “Pagine del Cilento”, “Musica Nova”, “ Gruppo Armonia”, Congrega del Carmine, Amministrazione Comunale, cittadinanza di Altavilla Silentina.

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giovedì 14 ottobre 2010

Venti di rinascita ad Altavilla Silentina? Rientrata la “Madonna del Latte” e via al confronto per la riapertura delle chiese chiuse dal terremoto

Sarà che le prossime elezioni bussano alla porta e di questi tempi i volenterosi spuntano come funghi, sarà che i cittadini più sensibili da anni sbraitano e si indignano, sarà che le associazioni locali non si fermano più alla critica in piazza ma denunciano e protestano, il fatto sta che Altavilla Silentina comincia ad essere interessata da un leggero, tenue, quasi impercettibile per la verità, venticello di cambiamento che invita all’ottimismo. Il mese scorso abbiamo pubblicato la segnalazione dell’associazione L’Auriga Cilento che invocava il ritiro immediato della statua “Madonna del Latte” da anni dimenticata nel laboratorio di restauro della dott.ssa Marina Imparato e voilà, in tempi celerissimi e grazie all’intervento di Padre Costantino Liberti e della Diocesi, l’icona sacra è tornata a casa nella chiesa del convento di San Francesco. Quello che induce ancor di più a guardare al futuro in modo fiducioso è che l’agognato rientro è stato comunicato durante un incontro ufficiale fra Diocesi, Comune, Soprintendenze BSAE e BAP e associazioni che si è svolto il 28 settembre proprio al Convento e in cui si è discusso di “Chiese di Altavilla Silentina - ipotesi di interventi”. Si è dato il via così, finalmente, al confronto per la riapertura delle due chiese altavillesi - San Biagio e Sant’Egidio - chiuse del terremoto del 1980. In definitiva, in questa prima riunione, si è concordato che i progetti e gli interventi futuri sui beni ecclesiastici altavillesi saranno seguiti direttamente dalla Diocesi nella persona dell’arch. Rammauro e dalla dott.ssa Felici della Soprintendenza, i quali provvederanno a far sapere agli interessati gli aggiornamenti e le vicende che scaturiranno dall’evolversi della situazione. Si è parlato a lungo anche dell’eventualità di lavorare ad un itinerario storico-culturale-religioso che partendo dal Feo arriverebbe a San Biagio ridonando in questo modo al paese il titolo di “città delle chiese”. Anche la canonica di Sant’Egidio potrebbe tornare in vita divenendo oratorio o museo storico. Le idee non mancano, ora bisogna trovare i fondi. Tiziana Rubano


martedì 28 settembre 2010

La Madonna del latte torna ad Altavilla

Dopo la segnalazione dell'Associazione L'Auriga Cilento (ne abbiamo parlato in questo post), l'effigie lignea di una dolcissima Madonna che allatta il suo bambino, ha fatto ritorno ad Altavilla, dove fu creata da uno scalpello di ben quattro secoli fa.


L'opera d'arte era rimasta in un laboratorio di restauro di Salerno per ben sette anni: vi era giunta nel 2003 per un restauro ultimato nel 2007. Ma da allora, complici forse i cambi di guardia nella curia altavillese, della statua si erano perse le tracce.


Fa sapere l'associazione presideuta da Bruno Di Venuta: "Subito dopo la nostra segnalazione, il parroco, Don Costantino Liberti, si è attivato per  farla rientrare dal laboratorio di restauro di Salerno in cui giaceva da diversi anni. Ringraziamo la Diocesi e Don Costantino per la sensibilità dimostrata".


La Madonna sarà visitabile presso il Convento di San Francesco. Speriamo che,  insieme ai quadri del Peccheneda, trovi la sua giusta valorizzazione artistica.

lunedì 12 gennaio 2009

Recensione de "I Paesi delle ombre" di Oreste Mottola


di Maria Laura Pirone, Il Salernitano

Passione, attenta analisi dei fatti, mistero, suspense, emozione. Questi gli ingredienti vincenti dell’ultimo libro del giornalista altavillese Oreste Mottola.

“I paesi delle ombre” è la risposta al come scrivere un libro di successo, la cui riuscita dipende dal modus narrandi che qui è davvero coinvolgente. Il libro presenta episodi storici con semplicità e chiarezza attraverso la quotidianità degli avvenimenti e dei loro risvolti.

Insieme agli accadimenti e alle storie di vita irrisolte di cui si racconta, emozioni, curiosità, credenze popolari, fatti miracolosi, miserie umane e grandi personaggi si alternano e intrecciano destando rinnovato interesse nel lettore.

La scomparsa di Ettore Majorana e di Lorenzo Rago sono i casi che più impegnano autore e lettore, ma non i soli a catturare l’attenzione. Il libro, infatti, è un susseguirsi di storie particolari attraverso cui Mottola presenta i diversi paesi del sud di Salerno, utilizzando documenti giornalistici, mettendo a fuoco i contesti e le problematiche sociali, ricordando usi e tradizioni locali, che trapelano anche dal modo di parlare e di agire dei soggetti presentati. Infatti, il lettore che non conosce i vari siti che l’autore propone, riesce ugualmente ad entrare nel cuore di essi. E così, il Cilento con Perdifumo, Agropoli, Acciaroli e poi ancora Battipaglia, Paestum, gli Alburni, l’Alto Sele, Albanella, Altavilla Silentina diventano anche i paesi del lettore conquistato dal modus narrandi che eleva a sentimento universale storie molto diverse tra loro.

Un libro che si fa leggere d’un fiato e al contempo ha la capacità di far riflettere sulla forza della vita, sul bizzarro ruolo del destino, sull’impotenza di quanti cercano di governarlo, riscoprendosi continuamente vinti e sulla volontà di ricominciare  a vivere, nonostante tutto. 

Otto anni di Musica Nova...

"...Sulla scia di una stella chiamata emozione"

di Antonietta Broccoli

Nelle notti d’inverno, quando la luna abbandona il capo candido sulla chioma soffice della volta celeste e congiunge il perfetto con l’imperfetto sollevando nell’infinito, con il vento pungente, i sogni  degli uomini, capita di restare incantati, ore ed ore, a scrutare il cielo e di scoprirsi più poveri e, al contempo, più ricchi nel cuore e nella mente. 
Più poveri perché la perdita della nostra purezza, commisurata al trascorrere degli anni, ci rende insensibili al mistero, ma anche più ricchi perché la meraviglia ci fa credere nella possibilità di un riscatto che non tarderà a venire. 
Di una stella che, presto, illuminerà il nostro cammino e, questa volta, sarà per sempre.  Già le stelle, quante speranze danno luce e incitano a risalire la vetta del destino che è diverso per ciascuno di noi. Quante emozioni brillano nella nostra anima, se solo siamo disposti ad ascoltarle, fermandoci un attimo e aprendoci all’infinito.
A ben guardare, sono tante le occasioni che sprigionano un’emozione: il sorriso di un bambino, il cielo terso di una primavera fiorita, il dolore dell’addio, la magia della musica. La musica che ha il potere di trasformare un misero in un re, un irriducibile miscredente in un angelo del paradiso, un’impetuosa tempesta dello spirito in una tranquilla bonaccia. 
Compito pregevole e nobile è quello di promuoverla e farla giungere a un pubblico sempre più vasto che abbia accolto benevolmente il suo invito.

È proprio questo lo scopo dell’associazione culturale e coro polifonico “Musica nova” di Altavilla Silentina che, da circa otto anni, propone, sul territorio nazionale e internazionale, un repertorio universale, fiorito nel corso dei secoli grazie all’opera di compositori immortali, che suscita in tutti una profonda catarsi e una viva gioia. 
L’associazione ha sempre promosso la valorizzazione della cultura regionale ricercando momenti d’incontro con altre realtà: ne sono brillanti esempi i tour in Ungheria (agosto 2004), in Calabria (dicembre 2005), in Valtellina (giugno 2008) e lo splendido concerto corale-strumentale che il coro “Musica nova” ha realizzato il 7 giugno 2008 nella chiesa di Maria SS. del Carmine di Altavilla Silentina, avvalendosi del prezioso ausilio dell’Orchestra a plettro “Ottocento Toscano” di Firenze nota per la sua bravura e, soprattutto, per aver rappresentato l’Italia nell’agosto del 2005, alla XXXIX Edizione del "Festival Internazionale delle Orchestre a Plettro" svoltosi a Logroño (Spagna). 
Nel periodo natalizio, è stata protagonista, come ogni anno, di un proficuo viaggio tra le melodie della festa che è approdato a Pontecagnano Faiano (Chiesa di S. Benedetto, 13-12-2008), a Eboli (Santuario dei SS. Cosma e Damiano, 20-12-2008), ad Altavilla (Chiesa di Maria SS. del Carmine, 26-12-2008) e a Trentinara (Chiesa dell’Assunta, 29-12-2008), irradiando sprazzi di genio musicale dell’importanza di Haendel, Verdi, Bach, Vivaldi, sommi rappresentanti della musica classica e poi ancora, Orff, Burleigh e Piovani, moderni e contemporanei alchimisti dell’armonia. Ma c’è di più.
Il 3 gennaio 2009, in collaborazione con Bruno Di Venuta, autore dell’interessante libro “La Merica altavillese” di cui è stata eseguita una ristampa voluta fortemente dalla Regione Campania, “Musica nova” ha organizzato una manifestazione originale che aveva come argomento principe il tema del libro, l’emigrazione, raccontato, ragionato, ma anche cantato. L’emigrazione non è più un fenomeno che appartiene esclusivamente al passato e a determinate categorie sociali, ma accomuna episodi attuali di giovani diplomati o laureati che, in cerca di un lavoro e di migliori prospettive di vita, decidono di lasciare il paese d’origine e raggiungere le metropoli della realizzazione personale. Sono lontani i tempi della valigia di cartone e di “Partono i bastimenti…”, eppure tanto di quella “Terra mia” e del “Paese mio che stai sulla collina…” sopravvive ancora in noi e ci rimanda alla storia di tutte le nostre famiglie che, in modo diverso, hanno vissuto il distacco. La manifestazione, sapientemente guidata da Bruno Di Venuta ed intervallata da piacevoli e pertinenti momenti musicali, a cura del coro diretto dal Maestro Roberto Serratore, è stata arricchita dagli interventi finali del dott. Antonio Bassi, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Altavilla Silentina, del Prof. Pinto, docente di storia presso l’Università degli studi di Salerno e dell’Assessore alle politiche sociali del Comune di Eboli, dott. Sgroia che hanno evidenziato la valenza altamente culturale del libro, della serata e discusso delle loro esperienze di “emigrati di successo”.
Che altro dire? “Musica nova” non può che far proprio l’augurio dei latini che, si sa, erano un popolo belligerante, ma soprattutto dei grandi intellettuali che hanno conquistato il mondo più con la cultura che con la spada. 
Dunque, ad Maiora!