Pubblicato su carta sin dal 1993, è uno dei più longevi periodici dell'area della Piana del Sele e Cilento. La Collina degli Ulivi online vuole essere ancora di più un luogo di informazione, ascolto e diffusione di idee, anche attraverso l'interazione in tempo reale con i suoi lettori in ogni parte del mondo.
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giovedì 9 dicembre 2010

Assenza de L'Auriga Cilento alla Sagra della Cultura

LETTERA APERTA AI SOCI


ASSENZA DE L’AURIGA CILENTO ALLA MANIFESTAZIONE “LA SAGRA DELLA CULTURA”


Ai soci de L’Auriga Cilento


In riferimento ai manifesti affissi nella giornata di ieri in cui si comunica alla cittadinanza il programma della manifestazione denominata “Sagra della cultura” e alla diffusione dell’evento attraverso i canali web ci preme informare i nostri soci − alcuni dei quali hanno interpellato il consiglio direttivo per avere ragguagli circa la nostra assenza − quanto segue:




  • In data 16/11/2010 alle ore 13 circa è stato consegnato, presso l’abitazione altavillese della suocera del presidente Bruno Di Venuta, l’invito a partecipare alla riunione di presentazione del progetto che si sarebbe tenuta la sera stessa (!) alle ore 18. Sebbene sia fatto noto che parte del direttivo risieda altrove, siamo riusciti ugualmente a presenziare all’incontro grazie alla disponibilità dell’amica e socia Emiliana Di Feo, la quale ci ha in seguito riassunto quanto proposto in tale sede.



  • Alla prima riunione ne è seguita un’altra, il 23 novembre (data tristemente simbolica), organizzata probabilmente con il passaparola, alla quale non siamo stati invitati; nonostante ciò e pur non condividendo pienamente le premesse iniziali, abbiamo ritenuto corretto renderci disponibili credendo nella forza che la sola sinergia può dare, la stessa che si decanta oggi nella pubblicità dell’evento (leggi su www.vivialtavilla.it).



  • Il giorno 29/11/2010 è stata inviata, mezzo posta elettronica, la seguente lettera all’attenzione di Padre Costantino Liberti e del Sig.Gerardo Di Vernieri e per conoscenza ai presidenti delle associazioni coinvolte, sperando in una risposta celere considerando i tempi di lavoro e il breve periodo a disposizione:


Con la presente vogliamo ringraziare per l’invito rivolto alla ns. associazione che, come tutti Voi, ha a cuore la tanto aspirata riapertura delle due chiese del nostro amato centro storico. Con l’occasione vogliamo altresì comunicarvi che l’Auriga Cilento, a malincuore, non riuscirà a partecipare fisicamente all’evento in quanto occupata nell’organizzazione di altre attività che si terranno durante il periodo natalizio dentro e fuori il nostro comprensorio territoriale. Dunque per gli impegni prima intrapresi, lo scarso preavviso e le residue risorse operative residenti in loco, siamo costretti, nostro malgrado, a dare un contributo “limitato” alla causa che potrebbe svolgersi nelle seguenti attività/modalità:



1)       Pubblicizzare e diffondere l’evento tramite i nostri canali web e le fonti giornalistiche conosciute e con le quali collaborano alcuni dei nostri soci.


2)       Sensibilizzare gli iscritti - e non - all’Associazione, in particolare i non residenti ad Altavilla, ad attivarsi e coinvolgere amici e parenti lontani a contribuire economicamente per il fondo “Montiamo l’Organo di San Biagio” (dicitura puramente indicativa) attraverso un’apposita pagina sul nostro sito contenente un form da compilare con i dati di chi intende effettuare la donazione.


3)       Invogliare anche solo all’acquisto dell’opuscolo i non residenti ad Altavilla Silentina tramite le stesse modalità di cui sopra. Per queste iniziative, che riteniamo opportune per sensibilizzare anche i cosiddetti “emigranti”, è indispensabile procedere con il consenso del Parroco Don Costantino Liberti, al quale chiediamo l’autorizzazione a procedere come comunicato e, eventualmente, ad aprire un apposito conto corrente postale/bancario sul quale versare le offerte.In alternativa siamo disponibili a fornire gli estremi del nostro conto corrente bancario fornendo settimanalmente, al Parroco e al direttivo responsabile dell’iniziativa, le informazioni in merito alle adesioni pervenute. Al fine di presentarci ai nostri interlocutori in modo trasparente sarebbe inoltre corretto pubblicare, in concomitanza alla richiesta fondi, la rendicontazione delle spese sostenute fino ad oggi per l’organo e i contributi già acquisiti. A vostra disposizione per chiarimenti e in attesa di conferme inviamo distinti saluti e ne approfittiamo per augurare a tutti Voi un felice esito per l’iniziativa intrapresa.


Il presidente de L’Auriga Cilento


Bruno Di Venuta


Alla proposta di cui sopra non è pervenuto alcun riscontro né all’indirizzo di posta elettronica dell’associazione né ai nostri numeri di cellulari, motivo per cui abbiamo ingenuamente creduto che la manifestazione non avesse luogo (per via del maltempo? del crollo del muro che limita in parte l’accesso al centro storico?).


Nella giornata di ieri, 5 dicembre 2010, siamo venuti a conoscenza dell’affissione delle locandine e, nota più dolente, del convegno sulla Madonna del Latte che si terrà in data 8 dicembre, statua per il cui rientro ci siamo adoperati per mesi (leggi sul sito). La buona educazione richiedeva una convocazione anche solo per questo appuntamento; non per renderci merito, cosa che crediamo di non avere, ma in rappresentanza dell’unico a cui spettano gli elogi: l’instancabile prof. Paolo Tesauro Olivieri, il quale dall’arrivo della statua a Salerno ha monitorato le fasi di restauro, sollecitato il rientro e, infine, indirizzato e supportato il nostro ultimo interessamento.


Ritenendo superflui eventuali commenti, vi salutiamo caramente.


Consiglio Direttivo


L’Auriga Cilento


Sagra della Cultura: sinergia per il recupero della chiesa di San Biagio

di Gerardo Di Verniere

Sagra : questa parola ha monopolizzato le manifestazioni di presunta promozione turistica di quasi tutti i paesi del nostro comprensorio, manifestazioni che, tranne rarissimi casi, si limitano a proporre degustazioni, spesso di dubbia qualità, di prodotti  che a volte non  ci appartengono (sagra dello struzzo, sagra della birra etc.).


Il prezzo accessibile completa poi l’opera facendo affluire nei nostri paesi una massa di visitatori, attratti dalla prospettiva di saziarsi con pochi euri,  che  nemmeno si accorgono delle bellezze del posto che li ospita e lasciano solo il degrado disseminando stoviglie di plastica dappertutto, anche su quei monumenti che ne testimoniano la storia e la cultura.


Compiuto il rituale e dandosi appuntamento alla prossima sagra ci lasciano  per ritornare, solo dopo un anno,  se la sagra mangereccia si ripete. Con questo sistema i nostri paesi vengono ricordati non per quanto hanno di bellezza naturalistica, di arte, di storia di tradizioni ma per un prodotto alimentare al quale sono, riduttivamente, abbinati ( il paese del peperone, della melanzana, della cicerchia etc.), quale fosse l’espressione unica degli sforzi produttivi di quel posto.


Per i più, che identificano con il termine sagra l’abusata celebrazione gastronomica di prodotti alimentari, l’accostamento di questa parola con la cultura potrà sembrare quantomeno blasfemo e fuori luogo. In verità  la parola “ sagra” individua una festa popolare con intento celebrativo ed educativo( già in passato è stata usata per celebrare cose e fatti ben diversi da quelli alimentari).


In effetti il primo scopo di questa manifestazione  è proprio quello di riappropriarci di radici e tradizioni culturali che  hanno da sempre contraddistinto il nostro paese e che ci hanno permesso di fregiarci del prestigioso titolo di “città”. Questo è un messaggio rivolto soprattutto alle ultime generazioni, cadute in una insolita apatia, che si limitano, quasi esclusivamente,  a sollevare problematiche servendosi soprattutto di internet,   demandandone la risoluzione ad altri. Recuperiamo la capacità di essere noi stessi attivi ed autonomi nell’intervenire,  contribuendo direttamente a migliorare la vivibilità di questo posto che tutti dichiariamo di amare. Troppa gente, specie in prossimità di tornate elettorali, dichiara amore per questo paese , quasi nessuno dimostra poi  di averne nei fatti concreti.


La promozione turistica del posto rappresenta, logicamente, il secondo scopo della manifestazione. Altavilla Silentina è sicuramente uno dei territori con maggiore ricchezza e varietà di peculiarità turistiche , qualità poco sfruttate anche perché è un paese poco conosciuto; questo in gran parte è dovuto ad un motivo geografico in quanto, principalmente il capoluogo,  non è ubicato su importanti direttrici di passaggio : per Altavilla non si transita, bisogna venirci apposta.


Il tentativo di questa manifestazione è anche quello di attivare un flusso di  “visitatori di qualità” in grado di cogliere le peculiarità del territorio e divenire, di conseguenza, un’importante cassa di risonanza in grado di colmare, almeno in parte, le lacune appena evidenziate.


Ultimo scopo, ma solo in ordine cronologico, è  reperire dei fondi da destinare alla riapertura della Chiesa di San Biagio, un gioiello del barocco che amiamo paragonare ad uno  scrigno pieno di arte, storia, tradizioni e religione.


Gioiello riportato, quasi interamente, all’antico splendore, come si può evincere da questa foto.


Al nome “SAGRA DELLA CULTURA” avrete certamente notato l’apposizione di un sottotitolo particolarmente significativo: Sinergia per il recupero della chiesa di San Biagio. Questa manifestazione mira infatti  anche a recuperare un momento di reciproca collaborazione da parte di un associazionismo, portato ad una vocazione solista, e di una  cittadinanza  che, contrariamente a quanto accadeva in passato, è poco incline a partecipare attivamente  a qualsiasi manifestazione. Voglio ricordare che la vera forza trainante delle prime edizioni di “Atmosfera Natalizia” è stata la partecipazione attiva di tutti  alla riuscita dell’evento. La calda atmosfera, che veniva piacevolmente recepita dai visitatori ,derivava anche dai tanti, variegati addobbi natalizi che ogni casa, quartiere o negozio del centro storico, spontaneamente proponeva   e dalle luminarie, parto della nostra fantasia e del nostro impegno.


E’ arrivato forse il momento di scuoterci da quel torpore assistenzialistico che ci attanaglia e ci fa pretendere, molte volte fuori luogo, che tutto ci venga dall’amministrazione comunale. Riappropriamoci di quello spirito di iniziativa che ha da sempre contraddistinto la nostra collettività!

La manifestazione

La manifestazione mira a mettere insieme due “contenitori” culturali .

Il primo, di tipo  fisico, è il centro urbano di Altavilla Silentina (via Roma, piazza Umberto I ed il Centro Storico) l’altro, definibile con una terminologia abbastanza in uso, di tipo immateriale,  è l’insieme degli incontri, dei convegni e degli eventi vari.

Quello fisico parte da via Roma, posto ideale per godere di un spettacolo mozzafiato che il nostro paese offre quotidianamente : un panorama unico. L’occhio spazia sulla Piana del Sele e sul golfo di Salerno, delimitato dalla Costiera Amalfitana e da Capri;  su questo scenario poi, tutte le sere, è possibile godere di tramonti suggestivi e mai uguali, una vera manna per gli amanti della fotografia.


In un angolo di Piazza Umberto I è ubicata la Cappella del Carmine, altro gioiello d’arte che proporremo alla visita degli ospiti.


Il centro storico ospiterà la maggior parte delle mostre e delle esposizioni di arte e artigianato lungo un percorso, definito “percorso della sapienza antica”, che proporrà la progressiva e piacevole lettura di canti e proverbi tradizionali. Questi canti e proverbi saranno oggetto di una piccola pubblicazione, intitolata “Farina del nostro sacco”, che sarà possibile avere, previa offerta libera, nel corso della manifestazione. Il danaro così raccolto sarà devoluto per San Biagio così come quello che deriverà dalla vendita del libro “Le novelle dell’acqua fetente” che l’autore, padre Candido Gallo, con l’aiuto de “I Lions” , ha  ripubblicato destinandolo a questa nobile finalità.


Il contenitore “immateriale” contemplerà una serie di eventi diversi distribuiti nei vari giorni meglio dettagliati nel successivo programma.


Ci saranno tre “incontri”   con personalità di assoluto livello.

Per la storia e l’archeologia avremo il piacere di ascoltare la dottoressa Marina Cipriani  che ha riportato l’area archeologica ed il museo di Paestum ai primissimi posti nella classifica dei siti più visitati d’Italia.


Per le scienze ci onorerà della sua presenza il prof. Gaetano Guerra , altavillese di nascita, docente di chimica delle macromolecole all’Università di Salerno nel cui curriculum vitae brilla, tra l’altro, il conferimento da parte del Presidente della Repubblica del Premio Linceo 2003.


Il terzo incontro vedrà protagonista una leggenda dello sport famosissimo anche a livello mondiale, Carmine Abbagnale, uno dei “fratelloni di Castellammare di Stabia”, oro europeo, mondiale ed olimpico nel canottaggio.


Per quanto riguarda i convegni  uno interesserà una  produttività tipica della piana del Sele , la carne bufalina inserita nel contesto della dieta mediterranea; un altro, di


interesse comprensoriale, vedrà coinvolti i rappresentanti delle varie istituzioni locali in una discussione mirante a far decollare un importante progetto di infrastruttura turistica, pronto ad essere presentato a finanziamento, quale la pista ciclabile “Da Paestum al Parco del Cilento”.


Il terzo, riguardante l’arte sacra, proporrà una “lettura” della statua lignea della “Madonna del Latte” , fresca di restauro, secondo gli aspetti artistico, religioso e culturale. Un altro significativo tassello del nostro patrimonio riportato al primitivo splendore.



Sostegno fondamentale a questa manifestazione viene dal supporto garantito dal sito “vivialtavilla.it”, ideato e realizzato da Antonio D’Andrea, che permetterà anche agli altavillesi   residenti in altre parti d’Italia o all’estero di seguire gli eventi proposti.


Su questo sito, tra l’altro , al termine della manifestazione, sarà pubblicato anche l’opuscolo “Farina del nostro sacco” che potrete  stampare per conservarlo e farlo conoscere.


Ad altiora


ALTAVILLA SILENTINA 7-12 DICEMBRE 2010


SAGRA DELLA CULTURA


SINERGIA PER IL RECUPERO DELLA CHIESA DI SAN BIAGIO


PROGRAMMA:

martedi 7 dicembre

ore 17.30 inaugurazione manifestazione con presentazione dell’opuscolo “Farina del

nostro sacco”

ore 18.00 presentazione sito internet “vivialtavilla .it “ a cura di Antonio D’Andrea

ore 19.00 apertura percorso “antica sapienza” ed  enogastronomico

ore 20.00 inaugurazione mostra di pittura”Altavilla Silentina : città tra le città” di Alfonso Mangone

mercoledi 8 dicembre

ore 10.30        INCONTRO CON:

dott.Marina Cipriani

Responsabile museo ed area archeologica di Paestum

Ore 18.00        Convegno:

“La Madonna del Latte” : arte, cultura e religione



Ore 18.30       Concerto del coro “ Musica  Nova”



giovedi 9 dicembre

Ore 18.00      Incontro con Sindaci, Provincia, Comunità Montana ,

Ente Parco sul tema : “Necessità di realizzare infrastrutture in grado di mettere in rete il territorio per promuoverne un serio sviluppo turistico: la pista ciclabile  “Da Paestum al Parco del Cilento”





venerdi 10 dicembre

Ore 18.30             INCONTRO CON :

prof. Gaetano Guerra

(docente di chimica delle Macromolecole –Università di Salerno - Insignito dal Presidente della Repubblica del Premio Linceo nel 2003)



ore 20.30      Un’ora con il gruppo musicale  “Blueyes”

sabato 11 dicembre



ore 18.00  Selezione 5^ edizione “Campania Festival”



domenica 12 dicembre

ore 10.00           Convegno: “Carne bufalina e dieta mediterranea”





ore 12.00             INCONTRO CON:

Carmine Abbagnale (Campione d’Europa, Campione del Mondo, Campione Olimpico di canottaggio)

ore  19.00     Concerto del coro “Gruppo Armonia” Amici di Don Giustino





A partire dall’inaugurazione della manifestazione sarà attivato un percorso che permetterà di fruire

di :

-un panorama unico con la visione pomeridiana di tramonti mozzafiato (via Roma)

-visita alla Cappella del Carmine, piccolo scrigno d’arte

-visita alla chiesa di S.Antonino dove sarà esposta la statua cinquecentesca de “La Madonna del Latte”

-“Percorso dell’antica sapienza” all’interno del Centro Storico con punti espositivi di arte,

artigianato e tipicità

-Personale di pittura “Altavilla Silentina : città tra le città”  di Alfonso Mangone

-“Il borgo antico” un “cafè” anni cinquanta

-La bottega del rame



Enogastronomia:

Lungo il persorso sarà possibile degustare, presso punti ristoro segnalati, tutta una serie di piatti locali realizzati con   prodotti  tipici del comprensorio.



N.B: Il percorso ed i punti ristoro saranno aperti, tutti i giorni dal 7 al 12, anche nella mattinata;

per dettagli, aggiornamenti del programma, organizzazione di visite guidate ed  ulteriori

informazioni basterà accedere al sito:

www.vivialtavilla.it





Gerardo Di Verniere  con la collaborazione di :

Padri Vocazionisti,“Altavilla Viva”, Associazione “Argonauta”, Antonio D’Andrea, “Pagine del Cilento”, “Musica Nova”, “ Gruppo Armonia”, Congrega del Carmine, Amministrazione Comunale, cittadinanza di Altavilla Silentina.

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venerdì 8 ottobre 2010

Cilento Express...ione di inefficienza

Pubblico volentieri la lettera pervenuta in redazione. L'autore è un caro amico del Nord che, ospite ad Altavilla, è incappato in un disservizio che poteva costargli un posto di lavoro... Inefficienza? Superficialità? A volte basta una disattenzione per avvalorare l'immagine stereotipata che si conosce del Sud e questo a discapito di chi lotta quotidianamente per screditarla.

Il Sud è un posto magico. Lo dico da nordico, che ogni tanto deve depurarsi dal nord isterico e petulante. Ho origini perfettamente oriunde, quasi con baricentro esatto: madre siciliana, padre toscano e nato in Piemonte. E proprio in Piemonte, dove risiedo, dovevo recarmi a fine agosto, interrompendo la vacanza cilentana, per la prova scritta di un concorso pubblico.

Cerco su internet, strumento ormai affidabile proprio perché alla rapidità nel reperire informazioni, unisce l’idea che quelle stesse informazioni siano le più aggiornate a disposizione.

Devo recarmi a Capodichino, all’aeroporto di Napoli per un low cost che mi porterà nella capitale sabauda in capo a un’ora e mezza. Da dove mi trovo, Altavilla, scopro che, per non scomodare troppo i miei ospiti, posso prendere un autobus e questo autobus si chiama Cilento Express.

Leggo Wired, una rivista mensile di tecnologia alla quale sono abbonato. Sono indietro e ho in mano il numero di febbraio 2010. Una rivista che sembra di filosofia per certi articoli. Proprio in quello che sto leggendo, si parla di un aliante solare, un progetto per volare con la sola energia del vento e del sole intorno al mondo. Si parla anche di una mongolfiera…

Fantastico: mi faccio portare all’ora giusta alla fermata di Agri Paestum, quella più vicina a dove mi trovo. Arriviamo sul luogo, un agglomerato di negozi e negozietti su uno stradone, con vocazione da centro commerciale. Entro e chiedo dove ferma il bus, non essendoci la “palina”, un posto che possa essere identificato come punto di sosta del bus in questione.

Il primo negoziante mi guarda e sorride, come se gli avessi chiesto se ha visto transitare qualche marziano con l’ombrellone sotto il solleone d’agosto. Ma ancora non mi dice che forse il bus in questione non passa. Dovrò arrivare al terzo negozietto con un proprietario un po’ più loquace e disponibile, per avere il dubbio insinuato esplicitamente: “guardi che forse questo autobus non passa più: è da molto che non lo vedo da queste parti”. Ottimo, anche se intanto il tempo passa e le possibilità di raggiungere Napoli si assottigliano. Chi mi accompagna, ci mancherebbe, si offre pure di portarmi direttamente a Napoli.

E per questo il Sud è un posto magico.

Ma sarebbe anche un posto meno surreale se, a fronte di una ulteriore ricerca su internet – ho un telefono di quelli moderni che si possono collegare al web – e, grazie a un’amica che mi ospita, arriviamo a fare la stessa telefonata e scopriamo la stessa cosa: il Cilento Express non esiste.

Non esiste più dal 2007. Siamo nel 2010 e, alla faccia della rapidità nell’inserire le informazioni e aggiornare il web, sono passati tre anni. Fate una prova e sulla oracolare pagina di Google inserite “Cilento Express”: vi dà ventinovemilacinquecento risultati in zerovirgolasedici secondi.

Interessante per una cosa che non esiste, non trovate?

“Bertand Piccard vede nel volo in mongolfiera una splendida metafora. Come si dirige una mongolfiera? Sapendo che l’atmosfera è fatta di diversi strati di vento, che soffiano tutti in direzioni diverse. «Quindi se vogliamo cambiare traiettoria, dobbiamo cambiare quota. Nella vita, ciò significa salire a un livello psicologico, filosofico e spirituale più alto», dice Piccard. Come si fa? Come si traduce la metafora in qualcosa di più pratico e quotidiano? In mongolfiera è facile: basta lasciar cadere la zavorra […] e si sale.”

Tutto bene quel che finisce bene: ho preso un affidabile treno esistente e resistente, nonostante tutto il male che si può dire, senza sbagliarsi di troppo, sulle ferrovie. Sono arrivato al pelo a Napoli, al pelo a prendere la navetta per l’aeroporto, al pelo per il check-in e per l’imbarco. Mi sono rilassato solo una volta seduto nel claustrofobico spazio assegnatomi dentro l’aeromobile. È il risultato che conta e qui concordiamo tutti. Ma sarebbe bello se almeno su questo il Sud magico diventasse tanto magico da dare il “colpo di reni” finale che, curiosamente consiste in questo caso, semplicemente nella cancellazione di informazioni sbagliate. Anche senza sostituire nulla: nessuno di noi teme l’horror vacui, ma teme moltissimo l’essere indotto volontariamente all’errore.

Penso alle parole che seguono ancora in quell’articolo che in aereo – non proprio una mongolfiera – riprendo in mano: «La gente parla di “spirito pionieristico” pensando che i pionieri sono quelli che sviluppano idee nuove. Non è così. Le idee nuove sono facili da avere. I pionieri sono quelli che hanno il coraggio di buttare fuori bordo molta zavorra. Abitudini. Certezze. Convinzioni. Dogmi. Paradigmi. E quando lo facciamo la vita non è più solo una linea che si sviluppa in una direzione o in una dimensione: diventa l’insieme di tutte le possibili linee che vanno in tutte le direzioni, in tutte le dimensioni».

Chiudo la pagina che sono già in quelle tre dimensioni, fisicamente intendo. L’aeromobile va, nel cielo azzurro sopra il mar Tirreno in direzione nord. Penso che non ci sarebbe niente di pionieristico nell’abolire le tracce web del Cilento Express. Penso che sarebbe bello se la zavorra di quei ventinovemilacinquecento risultati in zerovirgolasedici secondi di Google diventassero zero.

Che bello sarebbe se in questo modo una microscopica, ma comunque significativa, frazione del dogma “il Sud che non funziona” venisse abbattuto.

Luciano Celi

venerdì 10 settembre 2010

Quant’è vicino a noi Angelo Vassallo

Ci aveva fatto avvicinare di più Hemingway. Io avevo trovato quei nuovi elementi che permettevano di poter rilanciare l’idea di un soggiorno cilentano, nell’Acciaroli dei primi anni Cinquanta, dell’autore di “Fiesta”.

Al telefono gli anticipai la notizia: “Veramente dici? E falla uscire!”, non mi disse più di tanto.

Era di poche parole, Angelo Vassallo. Ma capace di impuntature a viso aperto. Come nella serata nella quale vennero presentate queste nuove ricerche sulla presenza del premio Nobel. Arrivò al limite dello scontro fisico con degli ascoltatori che rumoreggiarono, da “destra”, in seguito ad alcune parole di un relatore.

Molto pragmatico nell’agire politico quotidiano, tuttavia mai dimenticava il suo essere un uomo “di sinistra” ma mai genericamente “della sinistra”.

La sinistra di Angelo Vassallo era fatta di rigore e di originalità nel portare avanti un modello di sviluppo molto semplice: duplicare nel Cilento costiero le cose migliori che erano state realizzate nella Costiera amalfitana. Lui ci aggiungeva l’anima ambientalista, la cura dei particolari, una forte spinta etica, “al bar non accettava nemmeno un caffè”, e tutti i suggerimenti di quell’élite socio–culturale che già da diversi decenni aveva scoperto Acciaroli.

A Galdo, che è un’altra delle frazioni di Pollica, lontana però dal mare, avevo visto un caffè letterario. Libri e giornali, sigarette, la ricevitoria del lotto ed il banco solo con i libri di autori locali. Poco distante un gruppo teatrale animava serate nelle quali disseminavano tanti indizi e tutti gli spettatori erano chiamati ad individuare il colpevole. “Quel negozietto chiudeva, invece così tanti turisti ci vanno. Funziona sai…”, mi raccontava.

Questo era Angelo, uno straordinario catalogo di soluzioni, idee e provocazioni. Di pragmatismo ed utopia. E poi nessuna indulgenza al “piacionismo”. Cortesia e rispetto. Considerazione per tutto e tutti.

La serata hemingwayana andava per lunghe, lo spettacolo musicale cubano si protraeva, dovevo rientrare. Mi alzo. Vassallo mi ferma. “Sai, io sono di Altavilla”, aggiungo. “Lontanuccio, eh”, commenta.

Con orgoglio ho però visto molti miei compaesani marciare ad Acciaroli con la torcia in mano: Aldo, Lorenzo, Gianni ed altri dei quali non ricordo i nomi.

L’idea che la ferocia del malaffare anche nel Cilento abbia superato tutti i limiti è intollerabile e c’è chi ha sentito dentro di sé l’imperativo a muoversi. A dire la propria, a testimoniare di non volerci stare. C’era tanta gente comune che stava lì certo per “dovere”.

A chi oggi mi chiede: “noi cosa facciamo?” io rispondo che occorre tenere duro, indignarsi, guardarsi attorno.

Cito sempre un libro di Bruno Arpaia: “ Il passato davanti a noi”, storia di un gruppo di ragazzi che nella Ottaviano a cavallo degli anni Settanta ed Ottanta si occupano delle grandi questioni del mondo e non si accorgono che i coetanei con i quali vivono gomito a gomito, un nome a caso è quello di Raffaele Cutolo, sono diventati la nuova camorra organizzata.

Nel numero speciale che ad “Unico” abbiamo voluto dedicare ad Angelo Vassallo la tesi centrale la esprime Luciano Pignataro: nell’omologazione crescente del Cilento al resto della Campania c’è la chiave di lettura del crimine. Non vi sembri patetica la mia richiesta di stare sempre con gli occhi aperti di fronte al luccichio di diversi imprenditori. Soprattutto negli ultimi anni, Salerno e la sua provincia sono diventate silenziosamente una lavatrice del denaro sporco. Una macchina che centrifuga sempre più velocemente in ristorazione, alberghi, negozi, attività per il tempo libero, immobili e terreni. L’avamposto per gli investimenti futuri che la bellezza dell’area inevitabilmente richiamano e che le tradizionali zone campane non sono più in grado di investire. Di fronte a questi pericoli ci servono amministratori locali che non alzino solo belle bandiere e dicano parole di miele ma siano d’esempio per tutti. Come il sindaco Vassallo.

Che davvero ti sia lieve la terra, Angelo.

mercoledì 14 gennaio 2009

Realtà locali. Prospettive e leve di sviluppo

"Vede, Cucuzza..."


La settimana scorsa, nello studio televisivo di Uno Mattina, si è tenuto un incontro sul tema dello sviluppo delle comunità locali.

Si è parlato del disagio insediativo che coinvolge chi emigra dal piccolo centro alla volta della metropoli, quel senso di perdita di identità che si sperimenta lasciandosi alle spalle la comunità nativa. Ma questa sensazione di improvvisa rarefazione e smagliamento della rete delle relazioni umani che si vive nel passaggio dalla propria terra alla “terra promessa” metropolitana è così naturale e indispensabile?

A quanto pare qualcuno oggi sta iniziando a metterlo in dubbio. E si tratta proprio di una nuova sensibilità serpeggiante nella nostra società che, improvvisamente, forse esausta per i ritmi frenetici di città sempre più intasate e straripanti, inizia a rivolgere lo sguardo verso una dimensione “a misura d’uomo”.

Questa nuova sensibilità è legata a una riflessione più ampia, quella di una rinnovata esigenza di “qualità della vita”. Esiste, come tutti sanno, una apposita ricerca annuale condotta dal Sole 24 Ore (per i risultati del 2008 vi rimando qui). Ricerca che tiene conto di variabili come il tenore di vita, l’ordine pubblico, la densità di popolazione, il tempo libero, i servizi ambientali e lo stato di salute delle province italiane. Solo qualche curiosità relativa alla provincia di Salerno: se nei servizi sociali siamo nella parte bassa del tabellone (per tenore di vita siamo gli ultimi in assoluto), siamo piuttosto alti nella classifica dell’ordine pubblico. Sarà perché c’è sempre meno gente da gestire?

Cattiveria a parte, è nota la forte tendenza migratoria che caratterizza da secoli la nostra provincia (vi rimando al libro “La Merica altavillese”, di Bruno Di Venuta), messa in ginocchio da un’economia sempre più globalizzata, totalmente divergente dalla vocazione agricola del nostro territorio, fatta per lo più di piccole imprese alimentari. Vocazione apparentemente immodificabile.

Gli esperti convocati a Uno Mattina sono però tutti d’accordo nell’evidenziare che c’è una spirale subdola attiva storicamente e in particolare oggi: la cosiddetta emigrazione forzata genera a sua volta una gravissima perdita di risorse umane, intellettuali ed economiche. Che genera altra emigrazione forzata. Che genera…

Mauro Guerra, sindaco di Tremezzo, comune a ridosso del Lago di Como, evidenzia come una opportunità oggi imprescindibile per i piccoli centri sia quella di unirsi e cooperare nella gestione del territorio, utilizzando lo strumento - promosso dall’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, - delle “Unioni di Comuni”. L’Unione dei Comuni della Tremezzina, da lui stesso guidata e formata da sei comuni che raccolgono in tutto 3600 abitanti, ha ottenuto un netto miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini, attraverso la gestione comune della polizia locale, l’ottenimento di un asilo nido intercomunale, di un servizio di assistenza domiciliare agli anziani, e grazie anche alla possibilità di partecipare con più forza ai progetti finanziati dall’Unione Europea.

Rossella Muroni, Direttore generale di Legambiente nazionale, è convinta che non sia così diffusa la capacità di accedere ai fondi strutturali europei. E’ necessario “riscoprire i talenti territoriali, che siano in grado di realizzare cose che piacciono al mondo” (qualcuno, a riguardo, parla di glocal, da global-local).

La Rete europea dei piccoli comuni mette a disposizione strutture e competenze per aiutare i comuni nella realizzazione di progetti finanziabili.

Chi avesse voglia di cimentarsi con le tematiche dello sviluppo locale potrebbe poi partecipare a “Symbola”, seminario annuale sulla qualità della vita fuori dalle città, curato da Ermete Realacci (ci farò un salto qui a Milano il prossimo maggio e vi dirò).  

Chiudo con le esortazioni di Aldo Bonomi, presidente del Consorzio AASTER (Associazione Agenti per lo Sviluppo del Territorio), secondo cui la qualità della vita è direttamente proporzionale alle dimensioni delle città, che con la continua immigrazione rischiano di diventare delle megalopoli impazzite. Proprio il 2008 è stato l’anno del sorpasso della popolazione delle città su quella delle campagne, segno che la tendenza è già in atto.

Il futuro economico delle piccole realtà locali, sostiene Bonomi, consiste nello stare al passo con un mercato globalizzato e competitivo. C’è chi, come lui, giura che questo non sia impossibile.

Il Consorzio AASTER nasce a Milano nell'ottobre 1986 come agenzia di promozione della figura professionale dell'Agente di sviluppo. L'Agente di sviluppo si propone come operatore territoriale con spiccata vocazione socioeconomica, che opera in forma autonoma o alle dipendenze di Enti pubblici e privati, con il compito specifico di analizzare le problematiche territoriali sotto il profilo delle risorse e delle reti di attori, di individuare gli elementi di criticità e le potenzialità di un sistema locale, i soggetti disponibili all'azione in comune, nonché le opportunità di finanziamento dei progetti di sviluppo. La struttura si avvale di una rete di collaboratori estesa a tutto il territorio nazionale e ad alcuni Paesi europei (Spagna, Francia, Germania). 

"Vede, Cucuzza, è una questione di responsabilità degli individui: la differenza la fanno le persone, gli amministratori locali."

venerdì 7 novembre 2008

Per i creativi c'è Progetto Kublai del Ministero dello Sviluppo


di Diomira Cennamo

Se avete un'idea culturale dal sapore tradizionale oppure innovativo, vi suggerisco di iscrivervi subito a questa orignale e potente iniziativa avviata dal Laboratorio per le Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico. Si chiama Progetto Kublai e sta già sostenendo molti creativi italiani della città come della provincia.



Particolarmente innovativi i mezzi di comunicazione utilizzati: il più antico è il blog (!), seguito da social network e da un'isola in Second Life dove si tengono incontri e conferenze tra gente fisicamente lontana. Tutto funzionale a creare una rete di persone che si impegnino per lo sviluppo locale (e ci sono riusciti, a giudicare dai 350 iscritti al social network).

Una selezione dei migliori progetti di quest'anno è ormai prossima: l'11 novembre.

Nel progetto - che conosco bene svolgendoci un'attività nell'ambito delle relazioni pubbliche - c'è molta Provincia, soprattutto - ma non solo, come dimostrano i progetti milanesi, liguri, ecc. - meridionale.

E ci sono i progetti più diversi, dai festival culturali a un progetto di recupero di un antico Caffè letterario siciliano - mi viene in mente l'idea di Arnaldo Iorio che aveva riaperto il bar del bisnonno nel centro storico e dove faceva leggere i giornali di inizio Novecento... - fino a progetti di film di animazione e cacce al tesoro alla riscoperta della città in cui viviamo, estranei.

Allora chiamo all'appello i creativi altavillesi e dei dintorni che abbiano un'idea nel cassetto che credano possa creare sviluppo locale ma non pensano di avere le forze economiche e i contatti giusti per realizzarla.

Vi invito a informarvi meglio e a iscrivervi su: http://www.progettokublai.net/ .

Se avete bisogno di indicazioni potete poi chiedere a me su questo blog o alla mail: collina.ulivi@gmail.com.

Fatevi un'idea da questo video: