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sabato 14 luglio 2012

L’addio a mastro Fiore Molinara



Scalpellino e muratore, uomo di cultura e di fede, gentiluomo d’altri tempi. Tutto questo è stato Fiorentino Molinara, scomparso a Altavilla Silentina pochi giorni fa a 89 anni. Questo paese era il suo mondo e al centro di esso c’era la chiesa della Madonna del Carmine, la Congrega e la sua festa. In quell’angolo dove la piazza termine e ha inizio la via del Borgo San Marti
no ci sono importanti e cruciali valenze civiche e religiose. E l’orgoglio di un luogo di culto mantenuto vivo da un gruppo di fedeli organizzati, quelli della Congrega, per l’appunto. Fiore Molinara era uno di loro da sempre anche se la sua famiglia d’origine ha assicurato la sua cura e patronato anche a Montevergine, la chiesa del cimitero. Dalla prima “Altavilla Viva” al “Saggio” di Eboli la presenza di “mast’ Fiore” c’era sempre. Negli ultimi decenni si era dedicato sempre più alla sua attività di raffinato scalpellino e i suoi stemmi erano sempre più richiesti. Prediligeva le “fiamme” dei carabinieri o dell’Msi (il suo partito del cuore) che fossero, ma non disdegnava stemmi di casati importanti e epigrafi varie. L’amicizia, la discrezione e l’educazione erano i suoi tratti distintivi. Impossibile dimenticare la sua naturale signorilità e il tono della voce sempre cordiale e gentile. Era un uomo d’altri tempi mast’ Fiore, uno di quegli artigiani sapienti che hanno fatto davvero grande questo paese e che oggi possono per davvero essere mostrati come esempio ai più giovani. Ne siano orgogliosi i figli e i nipoti.
Oreste Mottola

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